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6 giugno 2008

QUELLO CHE LE DONNE (trentenni) NON DICONO

-Passa il dente, passa la gengiva, attento stomaco che adesso arriva!-

Insomma, parliamone.

30 anni (poco più, poco meno) Il punto in cui spesso la vita di un uomo e una donna si incontrano, addirittura a dividere in modo assolutamente consapevole lo stesso bagno, e si separano, in modo assolutamente inconsapevole.

E' sempre intorno a questa età che inizia il fastidioso tormentone "gli uomini sono tutti coglioni". Bada bene, non stronzi, non stupidi, la parola è scelta accuratamente, così tanto spesso ascoltata da aver bisogno di una spiegazione.

"Coglione" vuol dire nè più nè meno "non ci arriva, non lo sa, è ignaro".

Hai gonadi maschili? Allora non lo puoi sapere. E io ti riduco a quelle. Coglione.

La cosa che non puoi sapere è la maternità.

Desiderata o meno, vissuta o no, è quella che ci spara in una galassia lontana lontana.

Succede che a un certo punto lei entra nella tua vita, e cambia un poco le cose.

Cambia nel momento in cui t'accorgi che stai a guardare tua mamma come a volerle rubare un segreto, e arrivi a chiederle di spiegarti qualcosa circa (ommioddio, a trent'anni!) l'essere donna.

Cambia quando inizia a sentire un'ansia nuova, quella del tempo e delle tue energie.

Cambia però soprattutto quando senti una paura nuova.

Una Paura grande. Un'Attrazione grande.

Vedi quelle pance. Ascolti quelle frasi ("gli devo dare la poppa..."). Vedi quanto la maternità ha cambiato lei, che, bhè, non l'avrei mai detto... E allora inzi a sentire qualcosa proprio nel profondo, nell'intimo. Una paura fortissima, un'inquietudine grande. Sembra manchino le parole per spiegarlo. Hai paura che quello che hai fatto finora possa essere spazzato via da qualcosa di molto più potente, hai paura di non riconoscere il tuo corpo, sia che lo privi della gravidanza, sia che ti trovi ad ospitare un esserino molto ingombrante, e ti trovi a non parlare più di seni, ma di orribili poppe, che iniziano a produrre cibo, e ti pare meraviglioso poter allattare e insieme ti sembra vomitevole, hai paura che l'essere o non essere madre diventerà entro breve sempre più importante e sempre più dispensatore di identità, hai paura di questo pensiero che inizia a prendere davvero un po' troppo spazio, hai paura in poche parole, di ESSERE RIDOTTA ALLA MATERNITA'.

E' a questo punto che l'uomo diventa "coglione".

Se vogliamo semplificare (e noi vogliamo sempre) possiamo dire che da sempre la problematica maschile per eccellenza è la REALIZZAZIONE DI SE'. Da qui il lavoro come identità, l'importanza dell'indipendenza, ecc ecc...

La donna, non poi da troppo tempo, uscita di casa ed entrando in una società maschile ha abbracciato queste problematiche e le sta vivendo sulla sua pelle tanto quanto un uomo.

Una donna sa perfettamente cosa significa lavorare, cercare un'identità che non sia solo un ruolo sociale predefinito.

Sa quali gioie e frustrazioni e ansie provochino questi desideri.

Ma da un certo punto in poi arrivano prepotentemente tutte le altre cose di cui parlavo prima. Arriva un ruolo sociale (madre-moglie) molto insistente, che nel casino che sentiamo dentro, finiamo spesso per rivestire in modo totale, da manuale, fino poi a soffrirlo così tanto da morirci dentro, ma soprattutto arriva la difficoltà di inserire nella nostra vita molto moderna complessa e strutturata qualcosa di così atavico, di così intimamente sconvolgente. E gli uomini non lo capiscono, non ne sanno niente. Così ci siamo noi che ormai sappiamo tutto di loro, e affermiamo e condividiamo le stesse ansie e desideri, e ci sono loro che ai nostri occhi hanno proprio la metà dei nostri problemi.

Non è che le problematiche tipicamente maschili (chiamiamole così via) ci sembrano stupide, è che noi ne abbiamo di nuove e di incomprese, ed è davvero molto poco in uso parlare delle nostre. Davvero poco di moda. "Cose da donne", quindi fastidiose, per antonomasia.

E in effetti non si può negare che siano cose da donne, ma non sono queste cose a separarci, è il non conoscerle, è il non affrontarle insieme che divide e ci impedisce di percorrere molte strade insieme, strade che mi piace immaginare più belle di quelle che battiamo adesso.

Parliamone allora, anche male come ho fatto io stasera, uomini e donne . Sarebbe bello arrivare a qualcosa insieme.

Cavolo se sarebbe bello.

14 ottobre 2007

L'UOMO LA VUOLE

Leggo alcuni commenti.
Deduco : non è che non c'è più LUI, il problema è che non c'è più LEI.
Dunque.
Un'orribile falange di uomini è alla ricerca di LEI.
La vuole la vuole e forse non l'avrà.
La pretende, dice di averne bisogno e si sente in credito con le donne che incontra e che non sono LEI.
LEI provoca la nostalgia di un passato mitologico , perchè prima LEI c'era, e regnava incontrastata in un meraviglioso Olimpo, dispensando amore e identità agli uomini che aveva accanto. Prima di dover di far la valigia e andare via, e poi non voler tornare più, perchè una volta che sei uscita di casa ti accorgi che le mura sono strette strette.
LEI : la DONNA - DONNA, la donna mamma, la donna che si lascia mangiare un po' per sfamarti di qualcosa che ti sappiamo dare solo noi, perchè l'uomo -uomo è di noi che ha fame.
Uomini, amici miei, provo a liberarvi da questo bisogno di averla accanto, anche se voi lunghi monologhi non ne fate.
LEI non solo non c'è, ma NON C'E' MAI STATA.
E' un equivoco anche questo.
Non sono nella natura della donna l'ingenuità, la dedizione a te, la delicatezza, la sottomissione, la dolcezza.
Come dire, non è che non abbiamo i peli, piuttosto ci insegnano presto a tolglierli.
Se all'uomo viene insegnato a mettere tutto se stesso al raggiungimento di obiettivi che stanno tutti fuori da lui , e questa è già una bella pressione, alla donna adesso si chiede la stessa cosa, ma in più si vorrebbe che rimanesse fedele al suo modello ideale. Questo modello è, oltre le cose che dicevo prima, la rinuncia a se stessa.
Capirete che le due cose cozzano.
Capirete che la pressione che subiamo è enorme.
Capirete che è un assurdo storico pensare che era meglio non ci fosse stato il femminismo.
Capirete che una persona non può vivere ignorando tutto quello che c'è fuori dalle solite 4 mura, dipendente da un'altra, capirete che una vita così fa veramente cagare, e capirete che non si può pensare di uscire fuori e mantenere lo stesso livello di ingenuità.
Capirete che quello che nel mito appare come dolcezza e dedizione era il teatrino di cui parlavo nell'altro post.
Capirete che dolcezza e amore non hanno sesso e non è dunque il sesso che rende più o meno capaci di provarli e trasmetterli.
Capirete che siamo sulla stessa barca, uomini e donne, tutti stanchi di quello che ci si aspetta da noi, così ciechi nell'accorgerci di ciò che vogliamo per davvero.
Capirete che desiderare un uomo forte o una donna debole è la stessa illusione.
La stessa ottusità nel cercare altro oltre la persona.
Capirete in fine, piano piano, che la natura della donna non assomiglia affatto a fermagli nei capelli e buoni sentimenti.
Siamo selvagge e ancora più belle di così.

11 ottobre 2007

LA DONNA LO VUOLE

Un'orribile falange di donne è alla ricerca di LUI.
Lo vuole lo vuole e forse non l'avrà.
Lo pretende, dice di averne bisogno e si sente in credito con gli uomini che incontra e che non sono LUI.
LUI provoca la nostalgia di un passato mitologico , perchè prima LUI c'era, e regnava incontrastato in un meraviglioso Olimpo, dispensando gioia e identità alle donne che aveva accanto. Prima di essere scacciato dalle stesse donne e dal progresso.
LUI: L'UOMO FORTE, il maschio, l'uomo che non ce ne sono più, quello che lo sa bene lui come si fa, quello lì insomma.
Donne, amiche mie, provo a liberarvi da questa ricerca asfissiante per voi e per chi deve ascoltare i lunghi monologhi sull'uomo che non c'è.
LUI non solo non c'è, ma NON C'E' MAI STATO.
E' un equivoco.
Avete l'immagine di un uomo che torna a casa e la moglie si comporta come una geisha, soggiogata dalla sua grande forza decisionale, dalla sua incontrovertibile virilità?
Errore.
Credo che funzionasse più o meno così : 80 anni fa il lavoro non era esattamente la passeggiata di salute che è adesso, e l'uomo da solo lavorava, si consumava al lavoro per permettere il sostentamento della famiglia. Non tornava stanco dal lavoro, tornava ogni sera con qualche giorno di vita in meno. E allora nessuno gli diceva niente, e c'era poco da criticare perchè lui stava piegando la sua vita a te e ai figli e del resto dipendevi completamente da lui. Non era una sua scelta, era così e basta, era l'unico modo di vivere.
Poi le cose sono cambiate ma la relazione ormai aveva quell'impronta lì, e i figli e le figlie che avevano visto trattare il padre come un re l' hanno imparato a loro volta, anche se non c'era più motivo, e le donne si sono dovute inventare teatrini per far credere a lui di meritare tanta dedizione, e per non odiare se stesse per il fatto di farlo.
Dopo decenni di teatro, di darsi ad intendere di essere una cosa o un altra, di rassicurarli sulla loro forza , la loro virilità, perchè sono uomini, quelli che non ci credono più, buffa cosa, sono proprio loro. E io li adoro per questo.
Quindi amiche mie, smettete di cercarlo, perchè se c'è qualcosa che rende difficile per l'uomo trovare una sua "nuova identità" siete proprio voi, noi, che tutto sommato lo vorremmo quest'uomo più forte di noi, così dolcemente deresponsabilizzante.
Ma guarda, sembra proprio che questo problema di non farcela a sostenere tutto, a rispondere a tutto, lo condividiamo, e sarà meglio trovare una soluzione insieme, senza troppo chiederla all'altro.


15 settembre 2007

ONTOLOGIA DEL POMPINO

Qualunque donna può confermarlo.
Gli uomini sono più egoisti di noi.

Finisce (quasi, certo, quasi) sempre che usciamo con i loro amici, facciamo le cose con i loro lentissimi tempi, la casa la puliamo noi, accettiamo, solo al principio sbigottite, tutte le dimostrazioni di quell'insieme di processi metabolici che va sotto il nome di digestione.
Ma soprattutto siamo infinitamente più dedite al sesso orale di quanto non siano loro.
Non hai veramente conosciuto un uomo finchè non sai come gradisce essere baciato, leccato e succhiato.
Una mia cara amica, bella intelligente e simpatica, che si rifiuta di mettere in atto questa pratica, ha serie difficoltà a tenersi un uomo per più di un mese. Ultimamente ha ripiegato su un giovane cattolico praticante che sembra accettare questo rifiuto come una virtù.

Non c'è dubbio, ricevere un pompino per un uomo è bellissimo, ma SURPRISE! non è più bello che per una donna essere baciate lì.
Addirittura molte donne non raggiungono l'orgasmo se non con il rapporto orale, eppure non lo chiedono continuamente. Non è così assolutamente scontato riceverlo o pretenderlo.

Siccome penso che in realtà per le cose elencate prima (amici, tempi lenti, educazione ecc) non sia tanto questione di egoismo, quanto una scala di priorità diverse rispetto alla donna, assai egoista anche lei ma per altre cose che stanno in cima alla sua lista, mi trovo a pensare che anche per quanto riguarda i pompini c'è dell'altro.

E questo altro riguarda l'accudimento.

Perchè tutto sommato mi sento di dire che la battaglia su chi dovrebbe accudire chi è aperta.
E la battaglia non è solo fra i due sessi, ma è anche all'interno di sè.
Il lato irrazionale e le pulsioni da bambino di un uomo sono per davvero così malviste, dalle donne e dagli altri uomini. E ancora oggi più della donna, l'uomo dovrebbe sempre badare per lo meno a se stesso, senza fallo.
E quel momento di accudimento completo, perfetto, che ha un inizio e una fine è prezioso.
Manca di altrui aspettative ed è una coccola che non vuol dire altro che "mi prendo cura di te, e di tutto ciò che è virile in te, tesoro mio, non c'è niente a cui tu debba pensare".


10 settembre 2007

GLI UOMINI VENGONO DA MARTE (???)

Ispirata dall'uomo davanti a me in edicola decido di comprare alcuni mensili PER LUI.
Poi, par condicio, anche quelli PER LEI.
Ho molto riso.

Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere?
Ora sappiamo cosa significa, grazie a : Men's Health, Fox Uomo, Vanity Fair, Donna Moderna, Natural Style.

Cosa interessa agli uomini (deduco con metodo scientifico in base al numero di pagine che occupano gli argomenti) :

  1. Sesso : come farlo meglio, farlo durare di più, come tirare fuori le perversioni di lei, articoli a profusione con foto di donne veramente sconosciute ai più, ma con un bel seno e interviste tuttuguali dove confessano la loro grande aggressività sessuale, che evidentemente tira molto.
  2. Fisico : Qualsiasi sport viene affrontato con passione, e si sprecando gli articoli su come diventare sempre più grossi. Si nota una maggiore ingenuità rispetto alle donne. Negli articoli si promettono molti centimetri di circonferenza in più in assai poco tempo. Le donne agli esercizi miracolosi oramai guardano con tenerezza.
  3. Donne : ho capito che se leggi Men's Health significa che sei un bravo ragazzo, che la donna già ce l'hai e devi saper tenertela. C'è per l'appunto un lungo articolo su come neutralizzare quelli che ci provano con lei : il collega di lavoro, l' amico del cuore, il personal trainer, il m@schio cyber, l'ex fidanzato ecc. Se leggi Fox Uomo invece sei il collega, l'amico del cuore ecc. e i consigli sono più prosaicamente su come portartela a letto anche se è fidanzata.
  4. Le regole del cambiamento : in 10 punti cosa fare per diventare l'Homo Novus. Cazzate.
  5. Le regole dell'approccio : tipo non fare commenti sulle sue tette per conoscerla, e qui penso che tutti gli uomini dovrebbero leggere questi giornali.
  6. Le regole per far finta di capirla. No no, non sto scherzando.
  7. Playstatione.
  8. Gelosia.
  9. Autodifesa.
  10. Buoni consigli tipo : Le ragazze dell'est portano malattie (SIC!) quindi usate il preservativo.
  11. Rassicurazioni tipo "La tua aggressività dipende dalla tua donna" . Se avete esagerato, magari urlandole addosso perchè lei accarezzava un gatto (maschio),tranquilli,non siete degli squilibrati, è che lei probabilmente sta per avere il ciclo mestruale e manda feromoni che vi fanno sballare l'autocontrollo. Colpa sua.

Noi donne non ce la passiamo meglio, il prossimo post sarà dedicato agli argomenti HOT dei giornali femminili...

...sob!

4 agosto 2007

A BEN CONTARE IN CLASSE CI SONO PIU' FEMMINE CHE MASCHI

Appena insediato al Governo, Zapatero dichiarò che sono due i problemi principali per la Spagna:
il terrorismo e le problematiche sociali ed economiche relative alle donne.
Anche qui in Italia, lo sappiamo piuttosto bene, le donne non se la passano favolosamente.
Siamo il gruppo sociale più a rischio di povertà, pur ottenendo i migliori risultati a livello universitario e nell’ambito dei concorsi statali (sono gli unici dati effettivi a cui possiamo riferirci) veniamo assunte decisamente in minor numero rispetto agli uomini, a parità di posizione lavorativa guadagniamo il 25% in meno (DICO : IL 25%!!!!!), facciamo carriera molto più lentamente ed è quasi impossibile raggiungere posizioni particolarmente elevate. Le poche che arrivano, spesso sacrificando molte cose al lavoro (un uomo può arrivare a fare il capo del governo e avere 5 figli), sono davvero troppo poche per cambiare le cose. Per imporre anche un modo di lavorare diverso, magari un modo che non preveda una dedizione assoluta e assurda, tanto comoda per coloro che , vuoti, non hanno altro che il lavoro. Trovo ingiusto e sbagliato che la donna debba mascolinizzarsi, fingere che non ci sia altro di importante e di bello nella vita oltre la propria professione.
Siamo discriminate, sottopagate e sfruttate , ma a ben pensarci, siamo un’altra cosa. Siamo tante, anzi, siamo di più, siamo più del 50% della popolazione, e, se non c’avete fatto caso, non abbiamo nessuna rappresentanza in politica. Il tesoretto se lo contendono scuola e pensionati. Nessuno al governo o all’opposizione prende seriamente le parti delle donne, forse perché pensano , magari a ragione, che ancora alle donne sono il marito o il babbo a dire chi votare, e loro, buone buone, come sono sempre state e sempre saranno, faranno quello che viene chiesto loro.
Come siamo brave in questo.

18 luglio 2007

ECCE HOMO


Censurata la mostra di Milano "VADE RETRO (ah ah...) arte e omosessualità da von Gloeden a Pierre et Gilles" .
Prima comprate per non vederle più, l'opera che trasforma un vecchietto molto simile a Ratzi in Trans e l'opera che trasforma in Gesù il Trans di Sircana .
Poi, a forza di censurare ... PUF... s'è cancellata la mostra tuttaquanta.

Cancellata per dare retta all'ignorante e gretta Moratti.
Meglio sarebbe stata una bella
CENSURA della CENSURA

non si dovrebbe OBBEDIRE agli idioti.








galleria di immagini : http://www.queerblog.it/post/1930/arte-e-omosessualita-la-galleria-di-immagini

12 luglio 2007

COSA MI HA INSEGNATO MARIA, LA PORNODIVA.

E' stata una donna ad insegnarmi una cosa essenziale circa gli uomini.

L'ho vista 2 sole volte nella mia vita, e mi ha illuminata, per davvero e malgrado lei stessa.

La prima volta a Firenze, casi su casi me l'hanno presentata, e così è venuto fuori che, se di giorno faceva la bidella alla elementari e si chiamava Maria, la notte aveva un interessante nome d'arte e faceva la pornodiva.

La mia evidentamente poca fantasia mi aveva fatto ridere, pensando a una battuta. E invece.

Chi è Maria?
Maria è una ragazza mora e normalissima, di quelle che se passano per la strada puoi voltarti oppure no, dipende dal tuo umore. E' una donna comune di poco più di 30 anni.
E' paziente, visto che ha risposto alle mie domande.


L'hai detto ai tuoi genitori?
Alla mamma sì al babbo no.
Come l'ha presa tua mamma?
Non è contenta ma comunque lo accetta.
A scuola lo sa nessuno?
No, mancherebbe altro.
Fra i due lavori (bidella e pornodiva) quale preferisci?
La pornodiva rende di più , e infatti ora voglio lasciare il lavoro di bidella
.


Capisco che sia allucinante essermi messa a fare queste domande, ma ho pensato

"Quando mi ricapita di poter parlare con una pornodiva???"
Calcolo sbagliato visto che un paio di settimane dopo sono andata a Torino, a trovare C. e naturalmente Maria.


Io e C. siamo andate al locale di spogliarello (almeno in Toscana ne fioccano di nuovi ogni mese, avete notato?) per trovare Maria.
Eravamo le uniche due donne ad essere lì come "clienti", e C. che era amica del barista, gli dava una mano dietro il bar. Io mi sono piazzata abbastanza lontana dal palco, in piedi. Gli avventori erano tutti uomini sopra i 30 anni, alcuni mi pareva fossero venuti da soli, ma la maggioranza era composta da un gruppo riunito per l'addio al celibato di un ragazzo, che fra l'altro in seguito ha ricevuto un pompino non concluso sul palco.

Ma arriviamo al punto.

L'esibizione di ognuna delle ragazze consisteva nell'arrivare sulla passerella che si stendeva fra due ali di uomini seduti comodamente. Le ragazze arrivavano vestite in vari modi : da cow-girl, da domina, da cameriera, da infermiera, da prostituta ecc, ballettando un po' e poi, una volta spogliata del tutto o quasi, faceva il giro di tutti gli uomini, a strusciarsi su ognuno. C'erano quelli che le abbarbicavano e mettevano le mani ovunque, quelli imbarazzati non so se davvero o per finta, che si scansavano anche un po', quelli che si vedeva che iniziavano a prenderci gusto proprio quando finiva il loro turno.
Le spogliarelliste erano 5 o 6.
Fra tutte spiccavano due donne bellissime, una bionda e una mora che facevano anche spettacolini insieme. Sembravano uscite da Vogue, PERFETTE.
Ogni donna vorrebbe essere così.
Eppure.
Non mi sembrava che i presenti ribollissero tanto per queste due. E neppure io ribollivo un granchè, anche quando la venere bionda è venuta da me a prendersi il mio sorriso, non è stato propriamente eccitante.
E anche una terza donna con un grande seno, vestita da prostituta di strada, e davvero volgare, per non usare un'altra parola tanto cara ai maschietti, non era eccitantissima.
Poi però è arrivata Lei, Maria.
Reggiseno e perizoma nero, tacchi a spillo, e un corpo normale, non magrissimo, non formosissimo. Però.
Io , forse perchè non sono mai stata allo stadio, non ho mai visto tanto entusiasmo in un gruppo di uomini.
Cosa faceva di diverso dalle altre non lo saprei dire. Forse ci credeva un po' di più, forse si divertiva davvero, forse semplicemente investiva in quello spettacolino qualcosa di sè.
E questo li faceva impazzire.
Quando la donna dalle grandi tette si era inginocchiata a succhiarlo al futuro marito, c'erano stati gli incitamenti (chissà poi a far cosa) degli amici, ma il calore non era palpabile come quando Maria è salita sul palco.
Prima del suo spettacolo mi aveva detto che voleva fare qualcosa sul finale di speciale per me, visto che venivo da lontano e che ero amica di C.. Una cosa che non aveva mai fatto.
Questa cosa, che a raccontarla forse è ridicola, in quel momento ha ammutolito una sala, e si sono sentiti solo i sospiri.
Le luci si sono abbassate, quasi spente e lei ha acceso una candela.
L'ha passata vicino alla sua bocca, al suo seno, alle cosce.
Solo Silenzio.
E poi ha dato le spalle al pubblico, si è inginocchiata e si è messa carponi. Ha scostato il perizoma e ha infilato la candela nel sedere, l'unica cosa ad essere illuminata in tutta la sala.
Gattonando morbidamente è uscita dal palco.
A quel punto è scrociato in urla e applausi il desiderio di tutti quegli uomini, e al priveè la fila era tutta per lei.

La morale della storia è che più della bellezza, più dell'umiliazione della donna, che pure attraggono, quello che un uomo desidera di più è una donna che se la gode.
Che poi la donna che non teme affatto il piacere, faccia un po' troppa paura al maschietto medio, bhè, quella è un'altra storia.

Comunque, cara Maria, che non ho più visto da allora, e non so come te la passi, grazie per la serata unica, la tua dolcezza, e grazie per il punto interrogativo che alla fin fine, mi hai lasciato in testa.

guarda come son tranquilla io
anche se attraverso il bosco
con l'aiuto del buon Dio
stando sempre attenta al lupo

6 luglio 2007

SPEED DATE

Mi sono decisa e qualche tempo fa ho iscritto mia sorella e me allo speed date.
Sapete cos'è?
Lo sapete se avete visto la puntata di Sex and the City dove Miranda vi partecipa fingendo di essere una Hostess invece di un Avvocato, per essere più attraente. Lo sapete se avete visto il film con Will Smith, "Hitch, lui sì che capisce le donne" dove i due protagonisti bloccano lo scorrere della fila per restare ancora a parlare. Lo sapete se avete visto il film di Verdone, dove lui è un uomo sposato che partecipa ugualmente alla serata. Lo sapete anche solo se leggete qua e là.

La curiosità c'era, e allora Speed Date.
Ho trascinato mia sorella all'esperimento sociologico, e ora vi faccio il resoconto di una serata che parte con una premessa tanto particolare.

Ci troviamo al locale stracolmo di gente, e senza preavviso si abbatte su di me una sorta di imbarazzo inquietante. Menomale che siamo in due, e che possiamo metterci a bere qualcosa.
Notiamo che, arrivate al bancone del locale, molti dei nostri futuri compagni di speed date hanno buoni motivi per essere lì. Non dico che dovevano farci passare avanti per galanteria, ma sgomitarci nello stomaco per mantenere la loro posizione mi è sembrato eccessivo.

Mi si avvicina un ragazzo interessante che mi prende il piattino dell'aperitivo e me lo riempie di pasta. Sorride. Carino. Ciao.
Ora so riconoscere chi partecipa allo speed e chi no.

Saliamo nella salette speed date trasportati qua e là dal vocione di un giovane mandriano dalla camicia marrone, grande fisionomista, che ha il compito di recuperarci se ci allontaniamo.

Ci sediamo su delle poltroncine scomode scomode, e parte il gioco.
300 secondi (ma poi un po' di più) per conoscere e farti conoscere dall'uomo che arriva a sedersi davanti a te, e poi avanti un altro.

Sembra un gioco e invece è la dimostrazione pratica del principio di relatività di Einstein.
Gli stessi 300 secondi possono essere pochi e anche decisamente troppi.

Dolci ricordi di ieri sera:

  • Come mi siedo?
  • Scelgo di appiccicare il numero sulla gonna, sul decolte non era il caso.
  • Il dolce biologo venuto a vivere a firenze da due anni e sconvolto dalla chiusura dei fiorentini, il suo lavoro interessante, e la sua educazione.
  • il tipo rude che parla solo lui per tutto il tempo, della sua ex e del mutuo che deve ancora pagare per lei , e che è stato incazzato per 4 anni, e io penso che gli è rimasta quella faccia lì, e chissà cosa potrebbe volerci per fargli cambiare espressione.
  • I due ragazzi che non mi hanno mai guardato altro che le tette, 300 secondi con lo sguardo fisso, e non voglio sapere a cosa pensavano.
  • Il deejay di musica latino americana che mi fa ridere e mi fa pensare che è molto giovane e molto adulto insieme.
  • Il livornese in controtendenza che non parla e non chiede, e ha il superpotere di freddare ogni inizio conversazione solo con lo sguardo.
  • Il ragazzo con la camicia bianca che ha voluto farmi vedere un pettorale.
  • Il ragazzo che lavora in banca.
  • Lo psicologo con i ricci che si siede nel modo più elegante mai visto.
  • Quello che si era scritto il discorsetto, ed è disarmante.
  • Quello simpatico che gli è scattato il "CAMBIO!" sulle parole "sono disoccupato" e mi è sanguinato il cuore.
  • Il mandriano che urla "CAMBIO!" e io mi aspettavo un suono un tantino più elegante.
  • Il tipo che pensa solo a mia sorella, e per almeno 100 secondi mi parla del suo vestito rosso.
  • I molti laureati che ci tengono proprio a dirlo.
  • Le donne che sono un po' più grandi di età, e hanno anche un'aria seriosa, e io e mia sorella tutte civette ci stiamo come il cavolo a merenda.
  • Un numero sconvolgentemente alto di ragazzi ai quali puzza un po' il fiato.
  • Tutto assomiglia molto a una serata a al pub, quando i ragazzi si alternano al tuo tavolo, perchè casualmente tu e le tue amiche siete le più carine.
  • Il marpione dei marpioni, che non scriveresti sì neppure per avere molto molto in cambio.
  • La mia penna che rotola dietro il divanetto e non scrivo nè sì nè no a nessuno, ed è un po' da stronze.
  • Con mia sorella a ridere delle medesime impressioni.
  • Trovarci a prendere un gelato con due, e quando viene fuori che non sono single e ho fatto tanto per giocare, mi sono pure presa una mezza partaccia, e il ragazzo alla mia sinistra mi dice "Se veniva fuori che ero io ad essere impegnato vi incazzavate e mi davate dello stronzo"
    Quanto ha ragione.

30 giugno 2007

L'OMBELICO E' NUDO

Già da un po' accettiamo senza problemi le immagini di attrici e modelle ritoccate fino all'inverosimile.

Da tempo sono OUT :

  • la naturale cellulite della donna (ma sì... fingiamo che gli estrogeni non esistano)
  • le smagliature (ma sì... facciamo finta che non siamo cresciute, ignoriamo le naturali fratture della pelle che accompagnano la crescita)
  • i pori della pelle (che schifo! la pelle deve essere di plastica perfetta)
  • le normali proporzioni della donna (in ordine : pialla la pancia, tira su il sedere, restringi la vita, smagrisci le cosce, allunga il collo, svuota le guance, sfila la schiena ecc ecc)
  • i colori dei capelli, della pelle, degli occhi (per essere splendida splendente)

CI SEI!

hai la superfemmina, quella che sarà in grado di deprimere adolescenti in tutto il mondo, che guardandosi allo specchio si sentiranno piccine così, compreranno di più e disturberanno di meno.

Noi donne l'abbiamo accettato. Da Vanity Fair a Donna Moderna ce le guardiamo e diciamo "che belle. Ora mi metto a dieta."

Ma gli uomini?

Scandalo degli scandali è saltato fuori che vengono ritoccate anche le fotografie su Playboy.

La verità è venuta a galla nel modo più tenero. Per piallare una pancia hanno tolto l'ombelico e si sono dimenticati di reiserirlo. Dico tenero perchè mi pare una cosa dolce che i lettori non pensassero di guardare foto ritoccate, e tenero perchè gli editors di playboy si sono fatti scoprire proprio con le dita nella marmellata. Così da uomini questa storia.


Ma la cosa interessante è che i lettori si sono incazzati. Vorrebbero, di grazia, donne vere. La sega sulla donna ritoccata non viene bene. Fredda i bollori.

Ma tutto sommato mi trovo a dire, ormai

questa storia è rincuorante!


19 giugno 2007

NUOVA MODA ROMANA

A un certo punto, mentre ero a Roma per il Gay Pride, ho sentito un mio amico, e abbiamo deciso di vederci. Mi sono staccata per un po' dal mio collettivo casuale e ho aspettavo il vecchio amico, seduta a un metro dalla strada su un pratino vicino Piramide.
Sarò rimasta sola al massimo 20-30 minuti.
Ecco, in questo breve lasso di tempo sono stata "importunata" da 4 uomini.
Quattro tipi diversi ma con un COMUNE DENOMINATORE, una comune richiesta :


"Posso farti una foto?"

Per capire la mia sorpresa, devo specificare che non ero vestita- pettinata- truccata in nessun modo particolare, che non sono la classica sventolona o una donna deforme e che non ho neppure un'aria particolarmente "accondiscendente".

Da quando esistono i telefonini che possono fare le foto, questa richiesta ormai viene fatta spesso, più ancora ogni tanto ti accorgi che qualcuno, facendo finta di niente, ti fotografa "qualcosa". Se ti girano t'incazzi, sennò lasci perdere.

Ma che fosse diventato il NUOVO APPROCCIO, questo proprio non lo sapevo, e mi lascia anche un po' intonitita.
Gli uomini stanno intercettando un desiderio narcisistico delle donne?
E' aumentato semplicemente il gusto vojeuristico maschile?
Mah!

Le 4 scene:

PRIMO MOSCONE (adoro questi vecchi termini)
Un ragazzo alto magro e carino, di circa 30 anni, con la camicia chiara chiara, sta per salire sullo scooter, mi sorride e mi chiede se può farmi una foto. Seduta per terra, sorrido e accenno di sì con la testa. Foto fatta se ne va (questo per assurdo il tipo più strano).

SECONDO MOSCONE
Un ragazzo di 26 anni, capelli rasati e fisico da palestra, si avvicina facendomi subito la stessa domanda. Dico di no (le donne sono volubili) e lui si mette a chiacchierare. Sono un po' fredda e gli dico che non voglio compagnia. Se ne va. Sono cattiva perchè era gentile e carino.

TERZO BESTIACCIO
Classico 50enne assatanato, si era messo a fissare prima del primo, si avvicina a schifoso e mi chiede la stessa cosa. Faccio finta di non vederlo-sentirlo, lui non si schioda e arriva un altro ragazzo (QUARTO MOSCONE) a togliermi dall'impiccio.
Lo schifo d'uomo se ne va e questo inizia a chiacchierare. Mi chiede pure lui se può farmi una foto. Arriccio il naso e sorridendo faccio no con la testa.
Ho un adesivo gay-pride appiccicato su una tetta.
Lui mi fa "posso fotografarti almeno l'adesivo?"
Io "certo!"
Fa per avvicinarsi, il genietto, e allora stacco l'adesivo dalla tetta e glielo porgo
"Fotografa pure!"
Ha preferito di no...


17 giugno 2007

ROMA PRIDE

C'è stato ieri e sono andata, con un piccolo collettivo casuale .
Una coppia di amici gay, una nuova ragazza che non conoscevo, il fidanzato della mia amica e io.
Partiamo con il pullman e arriviamo a Roma (Roma Roma quanto mi piaci)
La manifestazione è state meravigliosa, e in un attimo non avevo più foto da fare.
Così ho potuto guardare ancora meglio, e stare lì, nella patria del
SEI come SEI
Sono piuttosto stanca , e così lascio parlare le foto, che metto qui sotto .



Se invece interessano i video (sono pochi perchè oibò, non ho abbastanza spazio...comunque ci sono: l'Inzio Corteo, il Carro Arcilesbica, il Carro dei Bears e il Carro dei Trans), li ho messi qui:









E già che ci sono posto qui anche il risultato del sondaggio


"Andrai al Roma Pride?"



  1. Roma Pride? o cos'è? 0%

  2. No. Niente in contrario, ma non sono Gay. It's not my Business . 20%

  3. Assolutamente sì: io e te Tre Metri Sopra il Clero . 16%

  4. Un'altra manifestazione? Vado. Dopotutto in piazza San Giovanni il 12 maggio mi sono divertito/a. 0%

  5. No. Se vado tutti i matrimoni celebrati fino ad oggi si scioglieranno. 0%

  6. Bisogna andare! Soprattutto dopo Piazza Tverskaya. Dobbiamo sostenere i principi di parità dignità e laicità. Ah, se vado io? No, ma andrei eh... 28%

  7. No. "Potrei spararmi un colpo in testa se mi sveglio una mattina a fianco a un Gay" 4%

  8. Sì, ma vado solo per scherzare i pederasti. 8%

  9. Sì, ma vado solo per guardare le lesbiche. 16%

  10. Sì, ma vado solo per ritrovare il mio primo amore : Don Gervasino. 8%













IL CARRO DELL'ARCILESBICA








IL CARRO DEI BEARS



TRANS







VARIETA'










IL CARRO DEGLI ATEI




PIEDI AL PRIDE




I MIEI PIEDI AL PRIDE




9 giugno 2007

LA RELAZIONE AL TEMPO DEGLI SMS

Ho qualcosa di anziano forse. La mia anzianità si materializza sul mio viso in certe occasioni.
Ad esempio ascoltando mia sorella.

"E' stata una cosa incredibile, si è comportato malissimo, prima mi ha detto così...
poi io allora ho ridetto questo...
e sai cosa mi ha risposto?!
Questo...!"

E così via.
Cose anche molto pesanti.

Così che non posso far altro che chiedere, ad esempio :
" ma che tono di voce aveva?"

"ah, ma ero a lavoro, ci siamo parlati solo per sms"

Non vorrei essere eccessivamente critica circa i cambiamenti ecc
Però.

Ho accettato già l'amore al tempo degli sms.
Una volta c'erano le lettere. Ci piacevano no?
Allora devono piacerci anche gli sms romantici.
Certo, si conservano peggio.
E' anche più difficile resistere alla tentazione di leggerli all'amica.
Una lettera invece DEVE essere privata, è nella sua natura.
Però va bene.

Ancora con riluttanza accetto gli sms all'inizio della relazione amorosa, si parte con il piede sbagliato , troppo tempo per pensare, troppi calcoli, troppa noia.
Però, insisto, tollero gli sms d'amore.

Per litigare però...
NO NO NO
Rifiuto che il dialogo nella relazione, sia agli inizi sia alla fine, sia affidato agli short message.

Mi pare già difficile capirsi avendo in aiuto occhi e udito, che guadagno c'è a parlare attraverso questi messaggini?

C'ho un po' pensato. Forse una forma di vigliaccheria.
Ma è improbabile, perchè le persone che io conosco e che mettono in pratica quest'abitudine non sono affatto vigliacche. E non mi sento di addurre come motivazione neppure la praticità, che non mi pare ci sia.
Ho preso in considerazione varie ipotesi, e quella che mi pare più papabile è questa :

Gli sms permettono di prolungare l'illusione. Permettono di rinforzare la chiusura, la nostra ottusità.
Gli sms, insomma , non sevono per leggere, servono solo per dire la tua, e illuderti che faccia breccia nella riflessione altrui.
Puoi trovare il modo di fare frasi a effetto e scaricare la tua tensione verso l'altro senza pericolo. Già non ti interessa più cosa l'altro ha da dirti, vuoi solo vedere le risposte che dà alle tue frasi taglienti, nella speranza di avere indietro una vittoria.

Gli sms usati così quindi sono uno sfogo, niente di più.

Peccato che vengano considerati comunicazione, no?



20 maggio 2007

I MASCHI HANNO SEMPRE RAGIONE

Alla fin fine, è inutile dire il contrario.
Hanno sempre ragione loro. E la parola ragione non è scelta a caso. Secondo ragionamento, appunto, è proprio vero che :

stavo per elencare le cose che sono proprio vere, ma è così imbarazzante. Imbarazzante perchè la società così come ora è proprio il frutto del cervello maschile, dei bisogni dell'uomo.


E quello che desidera la donna?


E' davvero fuori luogo, davvero molto poco attraente, davvero per niente giusto, tollerato appena in virtù della grande pazienza maschile. Così che quando fra amiche ci lamentiamo a turno delle stesse cose, l'ascoltatrice , dimenticandosi di aver lamentato lei le stesse cose il mese prima, non può far altro che pensare che in fondo, ha proprio ragione lui.


Ha ragione lui a essere così aperto verso l'esterno, ed è lei che cerca di realizzarsi così tanto nella coppia che sbaglia, lei facendo così si annulla, lei così NON è. Lui che invece E', poverino, deve sopportarla, deve rinunciare. Ci si domanda perchè lo fa. Perchè lui ama davvero. Mica lei che vuole delle cose malgrado lui. Gli ultimi romantici sono proprio gli uomini.


Ha ragione lui che trova il senso della vita nel ripetersi dei giorni tutti uguali. Mica lei che vuole cambiare taglio di capelli, casa, città come bere l'acqua. Mica lei che vuole andare a vivere insieme, vuole avere un figlio, sposarsi, due figli, lasciarsi, ritrovarsi, tre figli. E' assolutamente evidente che per lui la vita ha comunque senso, e lei invece ha bisogno di (nell'ordine) cambiare per non annoiarsi perchè non trova se stessa e obbliga lui a riparare a sue mancanze, riconoscimenti sociali per sentirsi davvero donna, sfamare l'orologio biologico come se fosse un baubau anche se è chiaro che non sono desideri reali, sono solo indotti. Gli unici a conoscersi per davvero e a sapersi dominare sono proprio gli uomini.


Giusto o sbagliato lo sappiamo bene. Cari uomini, avete ragione sempre voi. Ce l'avete a priori. Prima ancora di inizare la discussione.


E' così frustrante per noi trovarsi tanto spesso a chiedere, percependo nella richiesta solo la nostra mancanza, e niente di buono. Così doloroso sentirsi dire tanto spesso di no. Un no che ha sapore di ferro in bocca.


E' così stancante e doloroso per voi, che non avete ancora imparato niente della donna, se non a sopportarla.


Vorrei dire che siamo a un passo dal capire, che noi donne sappiamo cosa siamo, e cosa sentiamo. Che presto saremo capaci di insegnarlo. E non sarà il lavoro tanto lungo che fanno insieme un uomo e una donna casualmente entrambi dotati di cervello, sarà una cosa che sapremo tutti, che sapremo riconoscere e gestire senza frustrazione. Ne sapremo parlare. E voi ve ne accorgerete prima che noi apriamo bocca, e non fuggirete, perchè non ci sarà alcun pericolo.


Saranno i nostri desideri come i vostri : giusti


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