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6 luglio 2007

SPEED DATE

Mi sono decisa e qualche tempo fa ho iscritto mia sorella e me allo speed date.
Sapete cos'è?
Lo sapete se avete visto la puntata di Sex and the City dove Miranda vi partecipa fingendo di essere una Hostess invece di un Avvocato, per essere più attraente. Lo sapete se avete visto il film con Will Smith, "Hitch, lui sì che capisce le donne" dove i due protagonisti bloccano lo scorrere della fila per restare ancora a parlare. Lo sapete se avete visto il film di Verdone, dove lui è un uomo sposato che partecipa ugualmente alla serata. Lo sapete anche solo se leggete qua e là.

La curiosità c'era, e allora Speed Date.
Ho trascinato mia sorella all'esperimento sociologico, e ora vi faccio il resoconto di una serata che parte con una premessa tanto particolare.

Ci troviamo al locale stracolmo di gente, e senza preavviso si abbatte su di me una sorta di imbarazzo inquietante. Menomale che siamo in due, e che possiamo metterci a bere qualcosa.
Notiamo che, arrivate al bancone del locale, molti dei nostri futuri compagni di speed date hanno buoni motivi per essere lì. Non dico che dovevano farci passare avanti per galanteria, ma sgomitarci nello stomaco per mantenere la loro posizione mi è sembrato eccessivo.

Mi si avvicina un ragazzo interessante che mi prende il piattino dell'aperitivo e me lo riempie di pasta. Sorride. Carino. Ciao.
Ora so riconoscere chi partecipa allo speed e chi no.

Saliamo nella salette speed date trasportati qua e là dal vocione di un giovane mandriano dalla camicia marrone, grande fisionomista, che ha il compito di recuperarci se ci allontaniamo.

Ci sediamo su delle poltroncine scomode scomode, e parte il gioco.
300 secondi (ma poi un po' di più) per conoscere e farti conoscere dall'uomo che arriva a sedersi davanti a te, e poi avanti un altro.

Sembra un gioco e invece è la dimostrazione pratica del principio di relatività di Einstein.
Gli stessi 300 secondi possono essere pochi e anche decisamente troppi.

Dolci ricordi di ieri sera:

  • Come mi siedo?
  • Scelgo di appiccicare il numero sulla gonna, sul decolte non era il caso.
  • Il dolce biologo venuto a vivere a firenze da due anni e sconvolto dalla chiusura dei fiorentini, il suo lavoro interessante, e la sua educazione.
  • il tipo rude che parla solo lui per tutto il tempo, della sua ex e del mutuo che deve ancora pagare per lei , e che è stato incazzato per 4 anni, e io penso che gli è rimasta quella faccia lì, e chissà cosa potrebbe volerci per fargli cambiare espressione.
  • I due ragazzi che non mi hanno mai guardato altro che le tette, 300 secondi con lo sguardo fisso, e non voglio sapere a cosa pensavano.
  • Il deejay di musica latino americana che mi fa ridere e mi fa pensare che è molto giovane e molto adulto insieme.
  • Il livornese in controtendenza che non parla e non chiede, e ha il superpotere di freddare ogni inizio conversazione solo con lo sguardo.
  • Il ragazzo con la camicia bianca che ha voluto farmi vedere un pettorale.
  • Il ragazzo che lavora in banca.
  • Lo psicologo con i ricci che si siede nel modo più elegante mai visto.
  • Quello che si era scritto il discorsetto, ed è disarmante.
  • Quello simpatico che gli è scattato il "CAMBIO!" sulle parole "sono disoccupato" e mi è sanguinato il cuore.
  • Il mandriano che urla "CAMBIO!" e io mi aspettavo un suono un tantino più elegante.
  • Il tipo che pensa solo a mia sorella, e per almeno 100 secondi mi parla del suo vestito rosso.
  • I molti laureati che ci tengono proprio a dirlo.
  • Le donne che sono un po' più grandi di età, e hanno anche un'aria seriosa, e io e mia sorella tutte civette ci stiamo come il cavolo a merenda.
  • Un numero sconvolgentemente alto di ragazzi ai quali puzza un po' il fiato.
  • Tutto assomiglia molto a una serata a al pub, quando i ragazzi si alternano al tuo tavolo, perchè casualmente tu e le tue amiche siete le più carine.
  • Il marpione dei marpioni, che non scriveresti sì neppure per avere molto molto in cambio.
  • La mia penna che rotola dietro il divanetto e non scrivo nè sì nè no a nessuno, ed è un po' da stronze.
  • Con mia sorella a ridere delle medesime impressioni.
  • Trovarci a prendere un gelato con due, e quando viene fuori che non sono single e ho fatto tanto per giocare, mi sono pure presa una mezza partaccia, e il ragazzo alla mia sinistra mi dice "Se veniva fuori che ero io ad essere impegnato vi incazzavate e mi davate dello stronzo"
    Quanto ha ragione.

8 giugno 2007

DUE PARTITE (C. Comencini)

Qualche notte fa su non mi ricordo che canale hanno dato in TV uno spettacolo teatrale scritto da Cristina Comencini (quella di "la bestia nel cuore", "il vestito da sposa", "matrimoni"...) e interpretato da Margherita Buy (eccezionale) Isabella Ferrari, Marina Massironi e Valeria Melillo.
Tanto per cambiare, questo spettacolo a Firenze non c'è mai arrivato. Peccato.
La trama più o meno è questa : Anni '60. 4 amiche tutte con figli, eccetto una (Ferrari) incinta del primo figlio, si ritrovano una volta a settimana a giocare a carte. 4 tipologie di donna, ma soprattutto lo spunto per affrontare temi fondamentali per la donna e per la società. La maternità, il parto, la dedizione della donna a figli e mariti, il lavoro femminile, la relazione con l'uomo, la solitudine, il rapporto con la madre.
La seconda parte dello spettacolo vede le 4 figlie che si ritrovano per una triste occasione, anche loro, diverse o simili alle madri, affrontano le stesse problematiche a 40 anni di distanza.

A momenti è un po' peso. Forse solo perchè il teato in TV è sempre strano. E' una recitazione diversa e non siamo abituati a vederla in piccolo.

Spesso fa ridere e a volte commuove. Ma soprattutto fa riflettere.
Sono poche le autrici donna, sia per il teatro sia per il cinema.

La Comencini è una donna. Fra l'altro una donna che non finge di essere uomo. Menomale che c'è!
Si può permettere di parlare della maternità come non se ne sente mai dire.
Di parlare del parto. E non nel modo medicalizzato, astratto, "speciale" in cui se ne parla sempre. Ti parla del dolore di staccarsi dai propri figli per fare una breve vacanza, e che questo dolore dura un giorno. Poi non vorresti mai tornare indietro.
Ti parla dell'accudimento della donna verso tutti e dell'enorme solitudine e senso di vuoto che ne deriva.
Ti parla di cos'è il sesso per la donna.
Insomma, parla di molte cose. Le parole fondamentali sono affidate alla bravissima Massironi. Sopattutto nell'ultima parte, con una battuta essenziale.
Viene letto infine anche un pezzo di Rilke.
wow.

Insomma, sempre difficile evitare di dire molto e insieme provare a consigliare qualcosa.
Da vedere (o leggere) ASSOLUTAMENTE.


oggi (13 giugno) ho scoperto che alla Pergola (Firenze) è in programma per la prossima stagione proprio "due partite".
mi raccomindo, mi raccomindo...





20 maggio 2007

dove sono le telecamere ai semafori (firenze)

mi è arrivato , e io diffondo...


Il caro Comune di Firenze ha in allestimento 15 nuove postazioni di telecamere che ti fotografano se passi con il rosso e ti schioccano una bella multicina con addebito di 6 punti

quella già operativa è
- al ponte da verrazzano
- lung.no colombo angolo via de sanctis
tre in fase di ultimazione:
- viale guidoni angolo torre degli agli (direzione autostrada)
- via piagentina angolo via arnolfo (direzione lungarno)
- viale matteotti angolo via la marmora (direzione donatello) poi se ne aggiungeranno:
- viale dei mille angolo via passivanti
- viale dei mille angolo via marconi
- via don minzoni angolo via masaccio
- via gen. dalla chiesa angolo via orlando
- via villamagna angolo via ariani
- via senese angolo via del gelsomino
- via dell'argingrosso angolo via pio fedi
- via mariti angolo via ponte di mezzo
- via dello statuto angolo via delle 5 giornate
- via di novoli angolo via paganini
- via doni angolo via maragliano
- via doni angolo viale redi
quest'ultime installate a giugno ed operative a settembre.
Occhio !!! diffondi per il bene comune (...e non per il bene del comune...)

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