Visualizzazione post con etichetta fìmmine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fìmmine. Mostra tutti i post

16 ottobre 2010

Pubblicità SeSsiSte

Lo sapete che in Spagna c'è una LEGGE che vieta le pubblicità anche solo vagamente sessiste? Giacchè mi pare una legge interessante e appropriatissima mi metto a fare una raccolta . La prima che mi viene in mente è quella AGGHIACCIANTE di swifer. Lui e lei addivanati con espressione da classico rincoglionimento da tv quand'ecco che un gomitolo di polvere obeso suona alla parta. Il giovanotto si alza e va ad aprire. Alla vista del Gomitolo lui subito fa "Cara, è per TE!!" Lei va ad aprire mentre lui si è già comodamente rimesso con le gambe sul tavolo. Credo che non ci sia bisogno di fare ulteriori commenti.

tenzione di inserirle in questo post. Volontariamente ignorerò quelle il corpo della donna è usato come oggetto sessuale attira-sguardi e pensieracci perchè ho anche un lavoro nella vita,




non posso passare tutto il tempo a postare






15 ottobre 2009

PER AMORE DELLE NONNE

Mia nonna ha 95 anni
Da qualche mese è davvero un po’ acciaccata, le duole molto la schiena
Il collo le fa male da morire.
I piedi si stanno storcendo.
Ma ancora è come sempre gentile e sveglia , più di prima è curiosa.
Come sempre è indipendente e ha lo stesso carattere che ha addolorato mia madre bambina-ragazza, resistente a ogni debolezza.
Mi chiede molte cose e ha la capacità di cambiare idea.
Non lavora più a maglia.
E’ incuriosita dal mondo omosessuale, chissà perché.
Soprattutto non capisce cosa possano fare due donne insieme.
Gliel’ho spiegato più di una volta.
E’ contenta davvero se il mio vecchio amico è fidanzato con un ragazzo apposto, e poi dice “Poveri noi” “Povero lui” “Povera sua madre” , e poi “Ma se in effetti lui è così, meglio che non stia solo”.
Però le lesbiche non le tornano proprio.

Ha avuto un’amica di tutta la vita mia nonna.
Si davano del Voi, si chiamavano per cognome e si mandavano tranquillamente affanculo.
Si amavano molto.

Doveva sposarsi l’8 settembre mia nonna, dovettero rimandare.

La notte che dalla Liguria il nonno tornò a casa, scarpe rotte e abiti civili più grandi di tre taglie, la notte che scampò al coprifuoco , mia nonna racconta che era in casa con la sua amica a fare le carte e veniva sempre fuori “uomo buono alla porta” (ma che carta sarà mai?)
e l’uomo buono arrivò, ma era distrutto e non aveva più la divisa da ufficiale della prima e l’unica volta che si erano visti.
Quando rivide mio nonno non le piaceva più.

Si sposò lo stesso.

Il primo parto lo ebbe sotto un bombardamento e perse la voce per molte ore, proprio come quando a 3 anni un soldato le appoggiò la canna del fucile al petto, perché voleva le chiavi di casa, e sua sorella non le trovava. Mia nonna ricorda la pipì che le corre fra le gambe.

Ha perfino un matrimonio segreto mia nonna.

Ha migliaia e migliaia di ore di lavoro sulla schiena, lavori diversi, poco riconosciuti, essenziali alla sopravvivenza della famiglia. E’ ancora brava con la matematica ma non ha potuto studiare, da bambina ne ha pianto. Avrebbe veramente potuto fare qualunque cosa mia nonna.

Mio nonno non l’ha mai vista tutta nuda. Mio nonno non voleva che mettesse il rossetto, ma lei l’ha fatto lo stesso per alcuni anni.

Mia nonna dice le solite cose che dicono le nonne, dice che le donne dovrebbero stare a casa perché i figli sennò vengono su male, dice che l’omosessualità è incomprensibile, dice che bisogna sposarsi e non convivere, dice tutte queste cose, ma ho capito bene che non le pensa più, non le pensa più da quando ha il tempo di pensare.

Mia nonna, come tutte le nonne, vissute in tempi di pezzole in capo e gonne lunghe, nella perenne difesa del proprio corpo , m’immagino che abbia subito tanti abusi fatti di identità non riconosciuta, di stare in casa a lavorare, di maternità non scelta, di sensualità negata, probabilmente anche di violenza in qualche modo.

Per amore di mia nonna, che non è una donna perfetta, che è stata capace di ferire ma che ha affondato tutte le gambe nella vita e ancora ha la forza di parlare e ascoltare, capisco un poco di più la storia delle donne, la mia storia.

Quando mia nonna morirà più di tutto di lei voglio ricordare la sua scelta più libera : che aveva un’amica, che quell’amica era una brontolona e che si amavano molto.

12 settembre 2008

IL DAI E DAI DELLE MERETRICI

E' stata modificata la legge sulla prostituzione.

la nuova :


disegno di legge del ministro delle pari opportunità Carfagna.

ARTICOLO 1 (modifiche alla legge 20 febbraio 1958, n. 75).

1. All'art. 1 della legge 20 febbraio 1958, n. 75, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: "Chiunque esercita la prostituzione ovvero invita ad avvalersene in luogo pubblico o aperto al pubblico e' punito con l'arresto da cinque a quindici giorni e con l'ammenda da duecento a tremila euro.
Alla medesima pena prevista al secondo comma soggiace chiunque in luogo pubblico o aperto al pubblico si avvale delle prestazioni sessuali di soggetti che esercitano la prostituzione o le contratta".

ARTICOLO 2
(prostituzione minorile e rimpatrio assistito).

1. L'articolo 600-bis del codice penale e' sostituito dal seguente:

"Art 600-bis (Prostituzione minorile) E' punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 15.000 a euro 150.000 chiunque:
a) recluta o induce alla prostituzione una persona di eta' inferiore agli anni diciotto;
b) favorisce, sfrutta, gestisce, organizza o controlla la prostituzione di una persona di eta' inferiore agli anni diciotto, ovvero altrimenti ne trae profitto.
Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque compie atti sessuali con un minore di eta' compresa tra i sedici ed i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilita', e' punito con la reclusine da sei mesi a quattro anni e con la multa da euro 1.500 a euro 6.000..
Se i fatti di cui al primo e secondo comma sono commessi nei confronti di persona che non abbia compiuto gli anni sedici, la pena e' aumentata da un terzo alla meta'. Le circostanze attenuanti eventualmente concorrenti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 114 del codice penale, non possono essere ritenute equivalenti rispetto alla presente aggravante e le diminuzioni di pensa si operano sulla quantita' di pena risultante dall'applicazione della stessa.
Se l'autore dei fatti di cui al secondo e terzo comma e' minore di anni diciotto la pena e' ridotta da un terzo a due terzi".

2. I soggetti minori stranieri non accompagnati che esercitano la prostituzione nel territorio dello Stato, sono riaffilati alla famiglia o alle autorita' responsabili del Paese di origine o di provenienza, nel rispetto dei diritti garantiti al minore dalle convenzioni internazionali, dalla legge dai provvedimenti dell'autorita' giudiziaria e con modalita' tali da assicurare il rispetto e l'integrita' delle condizioni psicologiche del minore, attraverso la procedura di rimpatrio assistito di cui al comma 2-bis dell'articolo 33 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modificazioni. Con regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 1 della legge n. 400 del 1988, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri o di Ministro delegato, di concerto con i Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali, degli affari esteri, dell'interno e della giustizia, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite procedure accelerate e semplificate per l'adozione del provvedimento di rimpatrio assistito del minore che abbia esercitato la prostituzione.

ARTICOLO 3
(Associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione).

1. All'articolo 416 del codice penale e' aggiunto il seguente comma:

"Se l'associazione e' diretta a commettere taluno dei delitti previsti dall'articolo 600-bis ovvero i delitti di reclutamento, induzione, agevolazione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione si applica la reclusione da quattro a otto anni nei casi di cui al primo comma e la reclusione da due a sei anni nei casi previsti dal secondo comma".

ARTICOLO 4
(Norme finanziarie e abrogazioni)

1. Dall'attuazione del comma 2 dell'articolo 2 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Alle attivita' previste dalla presente legge le amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

2. E' abrogato l'articolo 5 della legge 20 febbraio 1958, n. 75.

AS 733 EMENDAMENTO

Dopo l'articolo 18 aggiungere il seguente:

Art. 18 - bis
(Rimpatrio assistito di minore cittadino dell'Unione europea)

1. Le disposizioni relative al rimpatrio assistito di cui all'articolo 33, comma 2-bis del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, si applicano ai minori cittadini dell'Unione europea non accompagnati presenti nel territorio dello Stato, quando sia necessario nell'interesse del minore stesso, secondo quanto previsto dalla Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata con legge 27 maggio 1991, n. 176.



la vecchia :

Legge 75/58 "Legge Merlin"

Legge 20 febbraio 1958, n° 75.
Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui.

Capo I - Chiusura delle case di prostituzione

Art.1

E' vietato l'esercizio di case di prostituzione nel territorio dello Stato e nei territori sottoposti all'amministrazione di autorità italiane.

Art.2

Le case, i quartieri e qualsiasi altro luogo chiuso, dove si esercita la prostituzione, dichiarati locali di meretricio ai sensi dell'art. 190 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, numero 773, e delle successive modificazioni, dovranno essere chiusi entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge.

Art.3

Le disposizioni contenute negli artt. 531 a 536 del Codice Penale sono sostituite dalle seguenti: "E' punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da lire 500.000 a lire 20.000.000, salvo in ogni caso l'applicazione dell'art. 240 del Codice penale:
1) chiunque, trascorso il termine indicato nell'art. 2, abbia la proprietà o l'esercizio, sotto qualsiasi denominazione, di una casa di prostituzione, o comunque la controlli, o diriga, o amministri, ovvero partecipi alla proprietà, esercizio, direzione o amministrazione di essa;
2) chiunque avendo la proprietà o l'amministrazione di una casa od altro locale, li conceda in locazione a scopo di esercizio di una casa di prostituzione;
3) chiunque, essendo proprietario, gerente o preposto a un albergo, casa mobiliata, pensione, spaccio di bevande, circolo, locale da ballo, o luogo di spettacolo, o loro annessi e dipendenze o qualunque locale aperto al pubblico od utilizzato dal pubblico, vi tollera abitualmente la presenza di una o più persone che, all'interno del locale stesso, si danno alla prostituzione;
4) chiunque recluti una persona al fine di farle esercitare la prostituzione, o ne agevoli a tal fine la prostituzione;
5) chiunque induca alla prostituzione una donna di età maggiore, o compia atti di lenocinio, sia personalmente in luoghi pubblici o aperti al pubblico, sia a mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità;
6) chiunque induca una persona a recarsi nel territorio di un altro Stato o comunque luogo diverso da quello della sua abituale residenza, la fine di esercitarvi la prostituzione ovvero si intrometta per agevolarne la partenza;
7) chiunque esplichi un'attività in associazioni ed organizzazioni nazionali ed estere dedite al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione od allo sfruttamento della prostituzione, ovvero in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo agevoli o favorisca l'azione o gli scopi delle predette associazioni od organizzazioni;
8) chiunque in qualsiasi modo favorisca o sfrutti la prostituzione altrui. In tutti i casi previsti nel n. 3) del presente articolo alle pene in essi comminate, sarà aggiunta la perdita della licenza d'esercizio e potrà anche essere ordinata la chiusura definitiva dell'esercizio. I delitti previsti dai nn. 4) e 5), se commessi da un cittadino in territorio estero, sono punibili in quanto le convenzioni internazionali lo prevedano.

Art.4

La pena è raddoppiata:
1) se il fatto è commesso con violenza minaccia, inganno;
2) se il fatto è commesso ai danni di persona minore degli anni 21 o di persona in istato di infermità o minoranza psichica, naturale o provocata;
3) se il colpevole è un ascendente, un affine in linea retta ascendente, il marito, il fratello, o la sorella, il padre o la madre adottivi, il tutore;
4) se al colpevole la persona è stata affidata per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza, di custodia;
5) se il fatto è commesso ai danni di persone aventi rapporti di servizio domestico o d'impiego;
6) se il fatto è commesso da pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni;
7) se il fatto è commesso ai danni di più persone;
7 bis) se il fatto è commesso ai danni di una persona tossicodipendente.

Art.5

Sono punite con l'arresto fino a giorni 8 e con l'ammenda di lire 10.000 le persone dell'uno e dell'altro sesso:
1) che in luogo pubblico od aperto al pubblico, invitano al libertinaggio in modo scandaloso o molesto;
2) che seguono per via le persone, invitandole con atti e parole al libertinaggio.
Le persone colte in contravvenzione alle disposizioni di cui ai nn. 1) e 2), qualora siano in possesso di regolari documenti di identificazione, non possono essere accompagnate all'Ufficio di pubblica sicurezza.
Le persone accompagnate all'Ufficio di pubblica sicurezza per infrazioni alle disposizioni della presente legge non possono essere sottoposte a visita sanitaria. I verbali di contravvenzione saranno rimessi alla competente autorità giudiziaria.

Art.6

I colpevoli di uno dei delitti previsti dagli articoli precedenti, siano essi consumati o soltanto tentati, per un periodo variante da un minimo di due anni ad un massimo di venti, a partire dal giorno in cui avranno espiato la pena, subiranno altresì l'interdizione dai pubblici uffici, prevista dall'art. 28 del Codice penale e dall'esercizio della tutela e della curatela.

Art.7

Le autorità di pubblica sicurezza, le autorità sanitarie e qualsiasi altra autorità amministrativa non possono procedere ad alcuna forma diretta od indiretta di registrazione, neanche mediante rilascio di tessere sanitarie, di donne che esercitano o siano sospettate di esercitare la prostituzione, né obbligarle a presentarsi periodicamente ai loro uffici.
E' del pari vietato di munire dette donne di documenti speciali.

Capo II - Dei patronati ed istituti di rieducazione

Art.8

Il Ministro per l'interno provvederà, promuovendo la fondazione di speciali istituti di patronato, nonché assistendo e sussidiando quelli esistenti, che efficacemente corrispondano ai fini della presente legge, alla tutela, all'assistenza ed alla rieducazione delle donne uscenti, per effetto della presente legge, dalle case di prostituzione.
Negli istituti di patronato, come sopra previsti, potranno trovare ricovero ed assistenza, oltre alle donne uscite dalle case di prostituzione abolite nella presente legge, anche quelle altre che, pure avviate già alla prostituzione, intendano di ritornare ad onestà di vita.

Art.9

Con determinazione del Ministro per l'interno sarà provveduto all'assegnazione dei mezzi necessari per l'esercizio dell'attività degli istituti di cui nell'articolo precedente, da prelevarsi dal fondo stanziato nel bilancio dello Stato a norma della presente legge.
Alla fine di ogni anno e non oltre il 15 gennaio successivo gli istituti di patronato fondati a norma della presente legge, come gli altri istituti previsti dal precedente articolo e che godano della sovvenzione dello Stato, dovranno trasmettere un rendiconto esatto della loro attività omettendo il nome delle persone da essi accolte.
Tali istituti sono sottoposti a vigilanza e a controllo dello Stato.

Art.10

Le persone minori di anni 21 che abitualmente o totalmente traggono i loro mezzi di sussistenza dalla prostituzione saranno rimpatriate e riconsegnate alle loro famiglie, previo accertamento che queste siano disposte ad accoglierle.
Se però esse non hanno congiunti disposti ad accoglierle e che offrano sicura garanzia di moralità saranno per ordine del presidente del tribunale affidate agli istituti di patronato di cui nel precedente articolo.
A questo potrà addivenirsi anche per loro libera elezione.

Art.11

All'onere derivante al bilancio dello Stato verrà fatto fronte, per un importo di 100 milioni di lire, con le maggiori entrate previste dalla legge 9 aprile 1953, n. 248.

Capo III - Disposizioni finali e transitorie

Art.12

E' costituito un Corpo speciale femminile che gradualmente ed entro i limiti consentiti sostituirà la polizia nelle funzioni inerenti ai servizi del buon costume e della prevenzione della delinquenza minorile e della prostituzione.
Con decreto Presidenziale, su proposta del Ministro per l'interno, ne saranno determinati l'organizzazione ed il funzionamento.

Art.13

Per effetto della chiusura delle case di prostituzione presentemente autorizzata entro il termine previsto dall'art. 2, si intendono risolti di pieno diritto, senza indennità e con decorrenza immediata, i contratti di locazione relativi alle case medesime.
E' vietato ai proprietari di immobili di concludere un nuovo contratto di locazione colle persone sopra indicate.

Art.14

Tutte le obbligazioni pecuniarie contratte verso i tenutari dalle donne delle case di prostituzione si presumono determinate da causa illecita.
E' ammessa la prova contraria.

Art.15

Tutte le disposizioni contrarie alla presente legge, o comunque con essa incompatibili, sono abrogate.

6 giugno 2008

QUELLO CHE LE DONNE (trentenni) NON DICONO

-Passa il dente, passa la gengiva, attento stomaco che adesso arriva!-

Insomma, parliamone.

30 anni (poco più, poco meno) Il punto in cui spesso la vita di un uomo e una donna si incontrano, addirittura a dividere in modo assolutamente consapevole lo stesso bagno, e si separano, in modo assolutamente inconsapevole.

E' sempre intorno a questa età che inizia il fastidioso tormentone "gli uomini sono tutti coglioni". Bada bene, non stronzi, non stupidi, la parola è scelta accuratamente, così tanto spesso ascoltata da aver bisogno di una spiegazione.

"Coglione" vuol dire nè più nè meno "non ci arriva, non lo sa, è ignaro".

Hai gonadi maschili? Allora non lo puoi sapere. E io ti riduco a quelle. Coglione.

La cosa che non puoi sapere è la maternità.

Desiderata o meno, vissuta o no, è quella che ci spara in una galassia lontana lontana.

Succede che a un certo punto lei entra nella tua vita, e cambia un poco le cose.

Cambia nel momento in cui t'accorgi che stai a guardare tua mamma come a volerle rubare un segreto, e arrivi a chiederle di spiegarti qualcosa circa (ommioddio, a trent'anni!) l'essere donna.

Cambia quando inizia a sentire un'ansia nuova, quella del tempo e delle tue energie.

Cambia però soprattutto quando senti una paura nuova.

Una Paura grande. Un'Attrazione grande.

Vedi quelle pance. Ascolti quelle frasi ("gli devo dare la poppa..."). Vedi quanto la maternità ha cambiato lei, che, bhè, non l'avrei mai detto... E allora inzi a sentire qualcosa proprio nel profondo, nell'intimo. Una paura fortissima, un'inquietudine grande. Sembra manchino le parole per spiegarlo. Hai paura che quello che hai fatto finora possa essere spazzato via da qualcosa di molto più potente, hai paura di non riconoscere il tuo corpo, sia che lo privi della gravidanza, sia che ti trovi ad ospitare un esserino molto ingombrante, e ti trovi a non parlare più di seni, ma di orribili poppe, che iniziano a produrre cibo, e ti pare meraviglioso poter allattare e insieme ti sembra vomitevole, hai paura che l'essere o non essere madre diventerà entro breve sempre più importante e sempre più dispensatore di identità, hai paura di questo pensiero che inizia a prendere davvero un po' troppo spazio, hai paura in poche parole, di ESSERE RIDOTTA ALLA MATERNITA'.

E' a questo punto che l'uomo diventa "coglione".

Se vogliamo semplificare (e noi vogliamo sempre) possiamo dire che da sempre la problematica maschile per eccellenza è la REALIZZAZIONE DI SE'. Da qui il lavoro come identità, l'importanza dell'indipendenza, ecc ecc...

La donna, non poi da troppo tempo, uscita di casa ed entrando in una società maschile ha abbracciato queste problematiche e le sta vivendo sulla sua pelle tanto quanto un uomo.

Una donna sa perfettamente cosa significa lavorare, cercare un'identità che non sia solo un ruolo sociale predefinito.

Sa quali gioie e frustrazioni e ansie provochino questi desideri.

Ma da un certo punto in poi arrivano prepotentemente tutte le altre cose di cui parlavo prima. Arriva un ruolo sociale (madre-moglie) molto insistente, che nel casino che sentiamo dentro, finiamo spesso per rivestire in modo totale, da manuale, fino poi a soffrirlo così tanto da morirci dentro, ma soprattutto arriva la difficoltà di inserire nella nostra vita molto moderna complessa e strutturata qualcosa di così atavico, di così intimamente sconvolgente. E gli uomini non lo capiscono, non ne sanno niente. Così ci siamo noi che ormai sappiamo tutto di loro, e affermiamo e condividiamo le stesse ansie e desideri, e ci sono loro che ai nostri occhi hanno proprio la metà dei nostri problemi.

Non è che le problematiche tipicamente maschili (chiamiamole così via) ci sembrano stupide, è che noi ne abbiamo di nuove e di incomprese, ed è davvero molto poco in uso parlare delle nostre. Davvero poco di moda. "Cose da donne", quindi fastidiose, per antonomasia.

E in effetti non si può negare che siano cose da donne, ma non sono queste cose a separarci, è il non conoscerle, è il non affrontarle insieme che divide e ci impedisce di percorrere molte strade insieme, strade che mi piace immaginare più belle di quelle che battiamo adesso.

Parliamone allora, anche male come ho fatto io stasera, uomini e donne . Sarebbe bello arrivare a qualcosa insieme.

Cavolo se sarebbe bello.

25 maggio 2008

davvero non sapevo che Edwige era così...
hu la la


17 maggio 2008

CORSO DI SOPRAVVIVENZA PER LAMPADE SOLARI

Tra quelle mille commissioni che una volta non c'erano da fare e ora invece sì , ieri passo davanti un centro estetico, lo noto perchè è raggiungibile attraverso un corridoio lungo e strettissimo, che apre sulla porticina a vetri con i classici adesivi color pastello da parrucchiera.
Forse attratta da ricordi prenatali percorro il canale, apro la porta e chiedo di fare una lampada viso-corpo.
Non ne ho mai fatta una, e quest'anno ero curiosa, per quanto sia di quelle persone convinte che avere raggi ultravioletti (o quel che è) sparati addosso per 12 minuti potrebbe nuocere.
L'ambiente è cordiale e casalingo, così scopro in breve che il principale è un ragazzo di una quarantina di anni (dico ragazzo perchè non mi sembra il classico maschio alfa) che ha ereditato il negozio dalla mamma e che ci tiene a precisare "anche se faccio il parrucchiere non sono gay e non mi depilo". Buono a sapersi.
Purtroppo mi rendo conto di avere addosso la biancheria della nonna, mutandoni girovita e reggiseno catafalco per tette in pre-ciclo. Non adatto.
Decido di fare una lampada integrale.
Metto la cuffia di tulle bianco , mi spalmo di creme di protezione diversa a seconda della parte del corpo ed entro in questa specie di cabina tappezzata sulla parete interna di tubi bianchi .
Il tipo non-gay mi dice che non importa mettere gli occhialini ma basta tenere gli occhi chiusi.
Sono abbastanza certa di aver letto che invece gli occhialini sono necessari perchè le palpebre non bloccano completamente i raggi, così scelgo quelli neri (funzioneranno di più) e li porto in cabina con me.
Mi spiega che per attivare devo premere il bottone verde, così entro appoggio un dito sul bottone verde in alto, metto gli occhialini sul naso, chiudo gli occhi e finalmente premo.
Si accende una luce fortissima, tipo viaggio nell'iperspazio così che continua il mio ricordo prenatale, e parte la ventilazione.
La luce fa molto calore e l'aria sparata da ovunque è fresca, cosa piacevole, ma decisamente troppo forte.
Inoltre il tutto è molto rumoroso, e io sono lì nuda come un baco che soffoco nel profumo delle molte creme e continuo a rigirare su me stessa, così senza motivo (forse sono agitata).
Una ventata di troppo e gli occhialini mi saltano via dal naso, allora mi accuccio nel tentativo di riprenderli, non voglio toccare i tubi perchè temo che scottino, non posso aprire gli occhi e non riesco più a trovarli.
Mi rialzo ormai arresa a dover tenere le dita sugli occhi tutti i restanti minuti (un'infinità di minuti).
Mentre sono in piedi con le braccia il più possibile discostate dal corpo per avere un'abbronzatura integrale ma appoggiando sopra ogni palpebra due dita, sento qualcosa che mi tocca il sedere, e poi un braccio.
Impiego qualche secondo per capire.
A causa di questo mio muovermi il tappetino di carta che stava sotto i miei piedi è scivolato via e ora vola impetuoso per la cabina.
Non voglio mollare gli occhi e lo lascio volare cercando di fermarlo inutilmente con le gambe (ho i movimenti limitati sempre per timore di toccare i tubi) .
Sembra non finire mai , il rumore e la luce sono sempre più forti, e inizio a temere di scottarmi il seno, che dai 12 anni in poi non ha mai più visto il sole, allora appoggio gli avambracci sui seni e rimango il tempo restante semi accucciata su me stessa , con la faccia fra le mani (anche per ripararmi dal caldo) e un foglio di carta che vola ovunque mentre penso "speriamo che non prenda fuoco".
A un tratto tutto si ferma.
Non più ventilazione e rimane solo una luce più bassa che io credo essere la luce della stanza che filtra dalle intercapedini della cabina.
Spalanco gli occhi invece su una luce viola molto intensa , sicuramente la più dannosa per loro.
Un po' stordita da tutto ci metto qualche secondo a richiudere gli occhi, giusto il tempo sufficiente ad assicurarmi un distacco di retina prima dei 50 anni.

Esco dalla cabina frastornata umiliata e unta, incredula che tutto sia finalmente terminato.
Si completa così il mio viaggio prenatale.

Considerata l'esperienza nella sua totalità credo di poter affermare che, probabilmente, non ero ancora pronta.




1 aprile 2008

INCUBO : ABORTO

Come direbbe la Cortellesi : RIPARLIAMONE.

Riparliamone solo un attimo,
parliamo dell'aborto.

E allora sembra necessario parlare di quand'è che inizia la vita.

Reminiscenze del liceo, forse sbagliate, mi suggeriscono che Sant'Agostino facesse coincidere l'inizio della vita con il primo respiro autonomo del neonato.

In America l'aborto è legale per qualsiasi ragione la donna lo decida fino al momento in cui il feto diventa vitale e in grado di resistere fuori dal grembo materno (24-28 settimane).

In Italia l'aborto è regolato dalla legge 194, indica come limite di tempo i tre mesi (12-13 settimane) per l'aborto volontario e fino la 24° settimana per l'aborto terapeutico.

Quindi legalmente la vita inizia con la "vitalità" del feto.
Forse però filosoficamente la vita inizia dopo la prima settimana dal concepimento, passato il periodo di gemellazione. Se l'embrione non ha ancora deciso se dare origine a uno, due , tre esseri umani, non si può dire che ci sia la specificità dell'essere in potenza che è essenziale per definire l'individuo, e l'unicità della sua vita.
Forse questa è la cosa che mi torna di più. Dopo una settimana hai nel tuo ventre una persona bella che pronta, che deve cuocere ancora un bel po', ma, in potenza, c'è proprio tutta, definita, perfetta. Abortire è un omicidio.
Ah, che liberazione.

Basta perdere tempo a parlare di qualcosa che non sapremmo mai definire, e qualunque teoria non sarà mai inattaccabile. Diciamo pure che la vita inizia praticamente da subito.
E se proprio vogliamo parlarne, ricordiamo come mai dobbiamo per forza, senza possibilità di fare diversamente, definire l'aborto legale.

Una legge che impedisce alla donna di abortire, di scegliere circa il suo corpo è una legge che relega nuovamente la donna al ruolo di OGGETTO, e non soggetto.

Penalizzare l'aborto porta con sè una serie di conseguenze sociali enormi.
Se la donna non è considerata degna di decidere questo , ma è la società a decidere per lei, allora ella diventa un ventre, un'incubatrice, un involucro, un corpo, una cosa.
Di nuovo, una cosa.



5 gennaio 2008

EVA NON E' ANCORA NATA

Eva non è ancora nata
di Gaber - Luporini
1978 © Edizioni Curci Srl - Milano



Che strano non sa neanche cuocere due uova
e poi la vedo quando studia
coi capelli corti e le sue passioni
e avverto il senso di una donna nuova.

Però se guardo in certe strane discrepanze
allora non capisco e mi spavento
com'è insensata, misteriosa e buffa la sua scelta
di un paio di sandali d'argento.

Come son giusti gli uomini
coi loro indumenti maschili
con le loro camicie, le loro scarpe.
Come son giusti gli uomini l'impegno civile, le idee
l'odore di tabacco inglese e le barba rasata...
Eva non è ancora nata.

Come son giusti gli uomini

che sanno giocare a biliardo
che fanno i commenti sull'ultima partita.
Sono affezionatissimi alle loro innocenti manie
e parlano alla propria donna con aria annoiata...
Eva non è ancora nata.

Noi abbiamo fatto del nostro meglio
per peggiorare il mondo.
Noi così cortesi, così lontani
due secoli di baciamani...

Come son giusti i giovani
insieme alle loro ragazze
coscienti che questa polemica è superata.
Come son più sensibili
di fronte a una nuova realtà
le idee sono buone ma la costola è malandata...
Eva non è ancora nata.

Che strano
non capisco un sandalo d'argento
e non capisco certe irrequietezze
che non mi appartengono e che non amo.
Può anche darsi che ci sia qualcosa
forse il sintomo di un mutamento...
aspettiamo.

3 gennaio 2008

IL VISONE SULLA PELLE


Cathy Timberlake (Doris Day): Io gli devo parlare, solo vorrei fare in modo che non la prenda come antipatia personale...


Connie Emerson (Audrey Meadows) : E tu ti preoccupi per lui(riferendosi a Cary Grant)? OH... povere noi! Gliele diamo tutte vinte agli uomini! Per 2000 anni abbiamo sfornato i loro figli, lavato i loro panni, cucinato i pasti e lustrato le case, e che cosa c'hanno dato in cambio? : il permesso di fumare in pubblico!


Ci siamo vendute per una sigaretta! E tu non fumi nemmeno...


26 ottobre 2007

INCUBO : SINDROME PREMESTRUALE

Cos'è la sindrome premestruale?
Ogni donna potrebbe spiegarla in modo diverso , per me è :
Io, di sabato sera a casa da sola, naturalmente perchè NON SONO VOLUTA USCIRE, che guardo senza motivo apparente "C'è posta per te" e piango. Non parlo di occhi inumiditi da una nauseante commozione, parlo di singhiozzi disperati, bocca storta e gemiti tutto sommato piuttosto forti.
Normalmente non ho le lacrime in tasca, ma in quei giorni la pubblicità dell'enel basta a sciogliermi, una canzone qualunque, il gatto che miagola, tutto sembra essere sufficiente a farmi piangere.
Certo non puoi darlo a vedere, e fai i salti mortali per nascondere un'imbarazzante vulnerabilità. Così che ti viene pure da ridere, perchè alla fine fine sei sempre te, e ti vedi dal di fuori. Così ti viene da piangere e da ridere insieme e riesci lo stesso a fare la faccia seria. Che arte.
La sindrome premestruale, che poi in realtà dura oltre il "pre", peggiora con l'avanzare dell'età. Sarà perchè non solo sei dedita al pianto ma sei dedita alle incazzature e le persone negli anni imparano a girarti un tantino più alla larga, sarà perchè effettivamente stai fisicamente peggio, forse perchè il fisico non ti regge più tanto, sarà perchè non sei incinta e da un certo punto in poi è un pensiero che ti può far girare le palle, sarà forse una cosa più profonda, come avere in pancia il coccodrillo di Peter Pan, che ti obbliga al saluto di un altro mese passato, che ti impedisce di sottrarti al tempo.

14 ottobre 2007

L'UOMO LA VUOLE

Leggo alcuni commenti.
Deduco : non è che non c'è più LUI, il problema è che non c'è più LEI.
Dunque.
Un'orribile falange di uomini è alla ricerca di LEI.
La vuole la vuole e forse non l'avrà.
La pretende, dice di averne bisogno e si sente in credito con le donne che incontra e che non sono LEI.
LEI provoca la nostalgia di un passato mitologico , perchè prima LEI c'era, e regnava incontrastata in un meraviglioso Olimpo, dispensando amore e identità agli uomini che aveva accanto. Prima di dover di far la valigia e andare via, e poi non voler tornare più, perchè una volta che sei uscita di casa ti accorgi che le mura sono strette strette.
LEI : la DONNA - DONNA, la donna mamma, la donna che si lascia mangiare un po' per sfamarti di qualcosa che ti sappiamo dare solo noi, perchè l'uomo -uomo è di noi che ha fame.
Uomini, amici miei, provo a liberarvi da questo bisogno di averla accanto, anche se voi lunghi monologhi non ne fate.
LEI non solo non c'è, ma NON C'E' MAI STATA.
E' un equivoco anche questo.
Non sono nella natura della donna l'ingenuità, la dedizione a te, la delicatezza, la sottomissione, la dolcezza.
Come dire, non è che non abbiamo i peli, piuttosto ci insegnano presto a tolglierli.
Se all'uomo viene insegnato a mettere tutto se stesso al raggiungimento di obiettivi che stanno tutti fuori da lui , e questa è già una bella pressione, alla donna adesso si chiede la stessa cosa, ma in più si vorrebbe che rimanesse fedele al suo modello ideale. Questo modello è, oltre le cose che dicevo prima, la rinuncia a se stessa.
Capirete che le due cose cozzano.
Capirete che la pressione che subiamo è enorme.
Capirete che è un assurdo storico pensare che era meglio non ci fosse stato il femminismo.
Capirete che una persona non può vivere ignorando tutto quello che c'è fuori dalle solite 4 mura, dipendente da un'altra, capirete che una vita così fa veramente cagare, e capirete che non si può pensare di uscire fuori e mantenere lo stesso livello di ingenuità.
Capirete che quello che nel mito appare come dolcezza e dedizione era il teatrino di cui parlavo nell'altro post.
Capirete che dolcezza e amore non hanno sesso e non è dunque il sesso che rende più o meno capaci di provarli e trasmetterli.
Capirete che siamo sulla stessa barca, uomini e donne, tutti stanchi di quello che ci si aspetta da noi, così ciechi nell'accorgerci di ciò che vogliamo per davvero.
Capirete che desiderare un uomo forte o una donna debole è la stessa illusione.
La stessa ottusità nel cercare altro oltre la persona.
Capirete in fine, piano piano, che la natura della donna non assomiglia affatto a fermagli nei capelli e buoni sentimenti.
Siamo selvagge e ancora più belle di così.

11 ottobre 2007

LA DONNA LO VUOLE

Un'orribile falange di donne è alla ricerca di LUI.
Lo vuole lo vuole e forse non l'avrà.
Lo pretende, dice di averne bisogno e si sente in credito con gli uomini che incontra e che non sono LUI.
LUI provoca la nostalgia di un passato mitologico , perchè prima LUI c'era, e regnava incontrastato in un meraviglioso Olimpo, dispensando gioia e identità alle donne che aveva accanto. Prima di essere scacciato dalle stesse donne e dal progresso.
LUI: L'UOMO FORTE, il maschio, l'uomo che non ce ne sono più, quello che lo sa bene lui come si fa, quello lì insomma.
Donne, amiche mie, provo a liberarvi da questa ricerca asfissiante per voi e per chi deve ascoltare i lunghi monologhi sull'uomo che non c'è.
LUI non solo non c'è, ma NON C'E' MAI STATO.
E' un equivoco.
Avete l'immagine di un uomo che torna a casa e la moglie si comporta come una geisha, soggiogata dalla sua grande forza decisionale, dalla sua incontrovertibile virilità?
Errore.
Credo che funzionasse più o meno così : 80 anni fa il lavoro non era esattamente la passeggiata di salute che è adesso, e l'uomo da solo lavorava, si consumava al lavoro per permettere il sostentamento della famiglia. Non tornava stanco dal lavoro, tornava ogni sera con qualche giorno di vita in meno. E allora nessuno gli diceva niente, e c'era poco da criticare perchè lui stava piegando la sua vita a te e ai figli e del resto dipendevi completamente da lui. Non era una sua scelta, era così e basta, era l'unico modo di vivere.
Poi le cose sono cambiate ma la relazione ormai aveva quell'impronta lì, e i figli e le figlie che avevano visto trattare il padre come un re l' hanno imparato a loro volta, anche se non c'era più motivo, e le donne si sono dovute inventare teatrini per far credere a lui di meritare tanta dedizione, e per non odiare se stesse per il fatto di farlo.
Dopo decenni di teatro, di darsi ad intendere di essere una cosa o un altra, di rassicurarli sulla loro forza , la loro virilità, perchè sono uomini, quelli che non ci credono più, buffa cosa, sono proprio loro. E io li adoro per questo.
Quindi amiche mie, smettete di cercarlo, perchè se c'è qualcosa che rende difficile per l'uomo trovare una sua "nuova identità" siete proprio voi, noi, che tutto sommato lo vorremmo quest'uomo più forte di noi, così dolcemente deresponsabilizzante.
Ma guarda, sembra proprio che questo problema di non farcela a sostenere tutto, a rispondere a tutto, lo condividiamo, e sarà meglio trovare una soluzione insieme, senza troppo chiederla all'altro.


11 settembre 2007

LE DONNE VENGONO DA VENERE (???)

Passiamo ai mensili e settimanali per donne.
Con il solito metodo scientifico già precedentemente usato (classifica in base al numero di pagine per argomento trattato) vediamo cosa interessa la donna media.

  • Aspetto Fisico : nell'ordine -dimagrire , -rassodarsi, -perdere la cellulite, -eliminare le rughe, -dimenticare le smagliature. Tutto quel che serve a diventare splendida splendente. Se sei bella (cioè uguale uguale a tutte le ragazze in televisione uguali a loro volta a loro stesse) ti pompano quell'io stronzo che già ti ritrovi, se sei brutta (ossia non hai gotine morbide, labbra carnose, broncetto naturale, capelli setosi possibilmente con la frangia che ti batte sugli occhi che hanno il superpotere di mantenere sempre lo stesso sguardo perfetto, fisico magro magro ma tonico eccetra eccetra eccetra) ti compatiscono e ti invitano a cambiare. Per te stessa, chiaro.

Questo punto , se unito al seguente rappresenta la quasi totalità degli argomenti trattati.

  • Moda: abiti, borse, scarpe, trucchi, tagli di capelli, e ci metterei anche diete, nella moda. Secoli che leggiamo queste riviste e non s'è ancora capito se per il viso tondo ci vuole il taglio corto e sfilato, o lungo e riccioloso. Se per l'occhio piccolo stendere l'eye-liner è l'orribile peccato di una folle o se serve. Quali colori andranno per l'inverno? Grandi brividi e poi ci vestiamo sempre di nero. Le borse devono essere piccole, ma come facciamo a infilarci dentro tutte le altre cose che dobbiamo-vogliamo comprare?
  • Caro Psic... : La Posta (del cuore, all'esperto di stile, all'avvocato del diritto di famiglia, all'opinionista, al medico omeopata, alla dermatologa e a tutto quello che vi viene in mente) prende un bello spazio. Perchè noi siamo più comunicative. Le poche lettere che gli uomini mandano ai giornali sono tipo "quanto mi posso spingere la prima sera?" "come devo vestirmi al primo appuntamento?". Noi scriviamo molto di più, le nostre lettere sono sempre, con tante scuse, tagliate. E' incredibile quante lettere abbiano come argomento la vita e le scelte delle amiche. Interessante no?
  • Consigli : potrei scrivere un libro su questo. I consigli dati dalle riviste persoledonne. Sottotilo : smetti di leggere, risparmia tempo e passa direttamente al suicidio. Sarò pedante, ma voglio analizzare un articolo stupendo, sì, stupendo : 8 SCUSE DI LUI PER NON FARE SESSO.

Ho scelto questo articolo non solo per il potenziale comico, ma per quanto mi pare di averlo già letto mille volte. E questo lo rende significativo, nel suo piccolo .

  1. Se dice sempre di essere stanco è probabile che sia annoiato, inventa cose piccanti per sedurlo di nuovo. La giornalista pensa davvero che il problema di un uomo sia il fatto che il sesso è monotono? Trovo molto più probabile che sia stanco per davvero. Il motivo della stanchezza poi, magari non è dato saperlo.
  2. Se dice di essere stressato dal lavoro, dai genitori, dalle tasse , dalla sconfitta della squadra del cuore , invitalo , come se si trattasse di un gioco, a dire tutto ciò che lo disturba di te (E qui manco di fantasia. Ma che gioco è? ma dov'è il divertimento a parlare delle tasse o dei genitori assillanti, ma a che punto della discussione gli si dovrebbe rizzare? e dopo che si è dilungato nel confessarmi che odia il modo in cui sorseggio il tè la mattina, ho voglia di scopare anch'io?) se non ci riesce (ossia, se in dote, per una botta di culo pazzesca, t'è capitato un uomo che non inciampa nei classici trabocchetti femminili, quelli che disseminiamo malgrado noi stesse, e che vanno sempre a finir male ) qualcosa gliela puoi suggerire tu (va bhè , facciamoci del male) questo scaricherà la tensione e vi avvicinerà . Ma cos'è? uno scellerato progetto di distruzione della coppia?
  3. Se dice che c'è il rischio di svegliare i bambini significa che questa scusa l'hai utilizzata troppo spesso tu, vuol dire che ti sta accusando di non essere più una vera compagna, ma come mamma hai perso le attrattive erotiche. E' fondamentale che tu ridefinisca gli spazi, per separare i due ruoli, e nell'immediato scoppia a ridere e digli che apprezzi che in famiglia almeno uno sia saggio , perchè tu sei troppo eccitata da Lui per pensare a certe cose. Insomma, amica mia, la colpa è tua. Hai usato questa scusetta e ora ne paghi le conseguenze, sei diventata mamma e non sei rimasta identica identica a prima, cosa che, come sai bene, non è per niente di moda.
  4. Se Lui dice di avere una giornata pesante, è probabile che abbia messo la carriera davanti a tutto, e se riesci a metterti un po' da parte , capendo che per lui è un periodo duro dal punto di vista professionale, il desiderio ritornerà perchè ti vedrà come una compagna vera. Che dire, che un pompino da che mondo è mondo predispone meglio verso la giornata di lavoro? Che mettersi da parte forse è quell'atteggiamento che una donna conosce già abbastanza bene e magari consigliarlo addiruttura mi sembra una presa per i fondelli? Che mi sfugge il collegamento fra mettersi da parte-vera compagna-desiderio sessuale? Mah, meglio non dire nessuna di queste cose...
  5. Se dice che state tanto bene così, non roviniamo questo momento, vuol dire che dall'amore erotico si è passati all'amore fraterno, e allora cerca di recuperare l'erotismo invitandolo a raccontare sue fantasie sessuali.
  6. Se dice che ora non c'è tempo, devi immediatamente farti un esame di coscienza : non sarai tu responsabile del fatto che lui privilegia il dovere al piacere? devi cambiare ritmi, diventare disordinata, lui ne rimarrà sbalordito e tornerà a vederti come un imprevedibile oggetto del desiderio . A Natural Style ho capito che non disturba mandare messaggi contraddittori, perchè in questo caso non devi essere una vera compagna ma devi regredire allo stato di ragazzina pazzerella, e non importa se non lo sei mai stata, abbiamo abbastanza stereotipi con i quali vestirci. Fidati, se lui si sente pressato dalla vita, avere accanto una donna adulta che si finge rincretinita gli darà lo slancio vitale di cui ha bisogno!
  7. Se lui accampa scuse tipo "devo assolutamente finire di... leggere il giornale, guardare il film, rimettere a posto ecc, l'interpretazione da dare è univoca : lui ha difficoltà a sentirsi a suo agio nel sesso, forse ansia da prestazione, e tu allora non arrabbiarti nè irritarti, ma digli che a volta le donne si sentono un po' imbranate sessualmente , lui si sentirà meno anomalo, e vedendo che lo capisci di concederà un riavvicinamento. Ma continuiamo a fare i teatrini per farli sentire sempre superiori, inventiamoci queste scenette per proteggerli da chissà cosa. E poi come dovrebbe funzionare? "Scusa cara vorrei finire di montare la libreria" "Oh, caro, nonostante i nostri 4 figli mi scopro or ora imbranata sessualmente, help me"
  8. Se lui dice che non si sente in forma, o è proprio così, allora invitalo ad andare in palestra, o molto probabilmente sta solo cercando di dirti che tu non sei più tanto attraente, allora non esitare a migliorare il tuo aspetto, modifica il taglio dei capelli, butta la vestaglia e sorridi di più. E' favoloso che lui metta in atto una proiezione per dirci che dobbiamo migliorarci esteticamente. Favoloso che quei giochetti della mente femminile, le seghe mentali inutili, siano ancora una volta pompate dai buoni consigli del mensile. Favoloso soprattutto che ci sia una soluzione niente male. SORRIDI DI PIU'. brrr...
  • Varie ed Eventuali : non pensate che noi donne non ci interessiamo ad altro. Ad esempio, fioccano gli articoli sui nostri amici a 4 zampe. Pranzetti bio per il cane felice, menù al vapore per il gatto contento. Natural Style di settembre ci esorta a far accoppiare felicemente i nostri cuccioli, ricordandoci che ai cani piace giocare prima dell'atto completo e che nel sesso felino lui tiene lei per la collottola. Invidiose?

9 settembre 2007

IO VIAGGIO DA SOLA

Questo posto è meraviglioso.
Ogni casa, ogni anfratto, ogni vicolo
è bello
così bello che sarebbe da fermarsi a osservare
a lungo
ogni cosa,
una per una,

per fortuna sono da sola
e non devo farlo.

4 agosto 2007

A BEN CONTARE IN CLASSE CI SONO PIU' FEMMINE CHE MASCHI

Appena insediato al Governo, Zapatero dichiarò che sono due i problemi principali per la Spagna:
il terrorismo e le problematiche sociali ed economiche relative alle donne.
Anche qui in Italia, lo sappiamo piuttosto bene, le donne non se la passano favolosamente.
Siamo il gruppo sociale più a rischio di povertà, pur ottenendo i migliori risultati a livello universitario e nell’ambito dei concorsi statali (sono gli unici dati effettivi a cui possiamo riferirci) veniamo assunte decisamente in minor numero rispetto agli uomini, a parità di posizione lavorativa guadagniamo il 25% in meno (DICO : IL 25%!!!!!), facciamo carriera molto più lentamente ed è quasi impossibile raggiungere posizioni particolarmente elevate. Le poche che arrivano, spesso sacrificando molte cose al lavoro (un uomo può arrivare a fare il capo del governo e avere 5 figli), sono davvero troppo poche per cambiare le cose. Per imporre anche un modo di lavorare diverso, magari un modo che non preveda una dedizione assoluta e assurda, tanto comoda per coloro che , vuoti, non hanno altro che il lavoro. Trovo ingiusto e sbagliato che la donna debba mascolinizzarsi, fingere che non ci sia altro di importante e di bello nella vita oltre la propria professione.
Siamo discriminate, sottopagate e sfruttate , ma a ben pensarci, siamo un’altra cosa. Siamo tante, anzi, siamo di più, siamo più del 50% della popolazione, e, se non c’avete fatto caso, non abbiamo nessuna rappresentanza in politica. Il tesoretto se lo contendono scuola e pensionati. Nessuno al governo o all’opposizione prende seriamente le parti delle donne, forse perché pensano , magari a ragione, che ancora alle donne sono il marito o il babbo a dire chi votare, e loro, buone buone, come sono sempre state e sempre saranno, faranno quello che viene chiesto loro.
Come siamo brave in questo.

26 luglio 2007

TACCHI A SPILLO

Ricorre oggi l'anniversario

del giorno in cui

un uomo

mi ha insegnato a camminare


sui tacchi a spillo


stendere bene

la gamba

che resta indietro


e lasciare morbidi

i fianchi


così si cammina sui tacchi a spillo.


18 luglio 2007

ECCE HOMO


Censurata la mostra di Milano "VADE RETRO (ah ah...) arte e omosessualità da von Gloeden a Pierre et Gilles" .
Prima comprate per non vederle più, l'opera che trasforma un vecchietto molto simile a Ratzi in Trans e l'opera che trasforma in Gesù il Trans di Sircana .
Poi, a forza di censurare ... PUF... s'è cancellata la mostra tuttaquanta.

Cancellata per dare retta all'ignorante e gretta Moratti.
Meglio sarebbe stata una bella
CENSURA della CENSURA

non si dovrebbe OBBEDIRE agli idioti.








galleria di immagini : http://www.queerblog.it/post/1930/arte-e-omosessualita-la-galleria-di-immagini

12 luglio 2007

COSA MI HA INSEGNATO MARIA, LA PORNODIVA.

E' stata una donna ad insegnarmi una cosa essenziale circa gli uomini.

L'ho vista 2 sole volte nella mia vita, e mi ha illuminata, per davvero e malgrado lei stessa.

La prima volta a Firenze, casi su casi me l'hanno presentata, e così è venuto fuori che, se di giorno faceva la bidella alla elementari e si chiamava Maria, la notte aveva un interessante nome d'arte e faceva la pornodiva.

La mia evidentamente poca fantasia mi aveva fatto ridere, pensando a una battuta. E invece.

Chi è Maria?
Maria è una ragazza mora e normalissima, di quelle che se passano per la strada puoi voltarti oppure no, dipende dal tuo umore. E' una donna comune di poco più di 30 anni.
E' paziente, visto che ha risposto alle mie domande.


L'hai detto ai tuoi genitori?
Alla mamma sì al babbo no.
Come l'ha presa tua mamma?
Non è contenta ma comunque lo accetta.
A scuola lo sa nessuno?
No, mancherebbe altro.
Fra i due lavori (bidella e pornodiva) quale preferisci?
La pornodiva rende di più , e infatti ora voglio lasciare il lavoro di bidella
.


Capisco che sia allucinante essermi messa a fare queste domande, ma ho pensato

"Quando mi ricapita di poter parlare con una pornodiva???"
Calcolo sbagliato visto che un paio di settimane dopo sono andata a Torino, a trovare C. e naturalmente Maria.


Io e C. siamo andate al locale di spogliarello (almeno in Toscana ne fioccano di nuovi ogni mese, avete notato?) per trovare Maria.
Eravamo le uniche due donne ad essere lì come "clienti", e C. che era amica del barista, gli dava una mano dietro il bar. Io mi sono piazzata abbastanza lontana dal palco, in piedi. Gli avventori erano tutti uomini sopra i 30 anni, alcuni mi pareva fossero venuti da soli, ma la maggioranza era composta da un gruppo riunito per l'addio al celibato di un ragazzo, che fra l'altro in seguito ha ricevuto un pompino non concluso sul palco.

Ma arriviamo al punto.

L'esibizione di ognuna delle ragazze consisteva nell'arrivare sulla passerella che si stendeva fra due ali di uomini seduti comodamente. Le ragazze arrivavano vestite in vari modi : da cow-girl, da domina, da cameriera, da infermiera, da prostituta ecc, ballettando un po' e poi, una volta spogliata del tutto o quasi, faceva il giro di tutti gli uomini, a strusciarsi su ognuno. C'erano quelli che le abbarbicavano e mettevano le mani ovunque, quelli imbarazzati non so se davvero o per finta, che si scansavano anche un po', quelli che si vedeva che iniziavano a prenderci gusto proprio quando finiva il loro turno.
Le spogliarelliste erano 5 o 6.
Fra tutte spiccavano due donne bellissime, una bionda e una mora che facevano anche spettacolini insieme. Sembravano uscite da Vogue, PERFETTE.
Ogni donna vorrebbe essere così.
Eppure.
Non mi sembrava che i presenti ribollissero tanto per queste due. E neppure io ribollivo un granchè, anche quando la venere bionda è venuta da me a prendersi il mio sorriso, non è stato propriamente eccitante.
E anche una terza donna con un grande seno, vestita da prostituta di strada, e davvero volgare, per non usare un'altra parola tanto cara ai maschietti, non era eccitantissima.
Poi però è arrivata Lei, Maria.
Reggiseno e perizoma nero, tacchi a spillo, e un corpo normale, non magrissimo, non formosissimo. Però.
Io , forse perchè non sono mai stata allo stadio, non ho mai visto tanto entusiasmo in un gruppo di uomini.
Cosa faceva di diverso dalle altre non lo saprei dire. Forse ci credeva un po' di più, forse si divertiva davvero, forse semplicemente investiva in quello spettacolino qualcosa di sè.
E questo li faceva impazzire.
Quando la donna dalle grandi tette si era inginocchiata a succhiarlo al futuro marito, c'erano stati gli incitamenti (chissà poi a far cosa) degli amici, ma il calore non era palpabile come quando Maria è salita sul palco.
Prima del suo spettacolo mi aveva detto che voleva fare qualcosa sul finale di speciale per me, visto che venivo da lontano e che ero amica di C.. Una cosa che non aveva mai fatto.
Questa cosa, che a raccontarla forse è ridicola, in quel momento ha ammutolito una sala, e si sono sentiti solo i sospiri.
Le luci si sono abbassate, quasi spente e lei ha acceso una candela.
L'ha passata vicino alla sua bocca, al suo seno, alle cosce.
Solo Silenzio.
E poi ha dato le spalle al pubblico, si è inginocchiata e si è messa carponi. Ha scostato il perizoma e ha infilato la candela nel sedere, l'unica cosa ad essere illuminata in tutta la sala.
Gattonando morbidamente è uscita dal palco.
A quel punto è scrociato in urla e applausi il desiderio di tutti quegli uomini, e al priveè la fila era tutta per lei.

La morale della storia è che più della bellezza, più dell'umiliazione della donna, che pure attraggono, quello che un uomo desidera di più è una donna che se la gode.
Che poi la donna che non teme affatto il piacere, faccia un po' troppa paura al maschietto medio, bhè, quella è un'altra storia.

Comunque, cara Maria, che non ho più visto da allora, e non so come te la passi, grazie per la serata unica, la tua dolcezza, e grazie per il punto interrogativo che alla fin fine, mi hai lasciato in testa.

guarda come son tranquilla io
anche se attraverso il bosco
con l'aiuto del buon Dio
stando sempre attenta al lupo

6 luglio 2007

SPEED DATE

Mi sono decisa e qualche tempo fa ho iscritto mia sorella e me allo speed date.
Sapete cos'è?
Lo sapete se avete visto la puntata di Sex and the City dove Miranda vi partecipa fingendo di essere una Hostess invece di un Avvocato, per essere più attraente. Lo sapete se avete visto il film con Will Smith, "Hitch, lui sì che capisce le donne" dove i due protagonisti bloccano lo scorrere della fila per restare ancora a parlare. Lo sapete se avete visto il film di Verdone, dove lui è un uomo sposato che partecipa ugualmente alla serata. Lo sapete anche solo se leggete qua e là.

La curiosità c'era, e allora Speed Date.
Ho trascinato mia sorella all'esperimento sociologico, e ora vi faccio il resoconto di una serata che parte con una premessa tanto particolare.

Ci troviamo al locale stracolmo di gente, e senza preavviso si abbatte su di me una sorta di imbarazzo inquietante. Menomale che siamo in due, e che possiamo metterci a bere qualcosa.
Notiamo che, arrivate al bancone del locale, molti dei nostri futuri compagni di speed date hanno buoni motivi per essere lì. Non dico che dovevano farci passare avanti per galanteria, ma sgomitarci nello stomaco per mantenere la loro posizione mi è sembrato eccessivo.

Mi si avvicina un ragazzo interessante che mi prende il piattino dell'aperitivo e me lo riempie di pasta. Sorride. Carino. Ciao.
Ora so riconoscere chi partecipa allo speed e chi no.

Saliamo nella salette speed date trasportati qua e là dal vocione di un giovane mandriano dalla camicia marrone, grande fisionomista, che ha il compito di recuperarci se ci allontaniamo.

Ci sediamo su delle poltroncine scomode scomode, e parte il gioco.
300 secondi (ma poi un po' di più) per conoscere e farti conoscere dall'uomo che arriva a sedersi davanti a te, e poi avanti un altro.

Sembra un gioco e invece è la dimostrazione pratica del principio di relatività di Einstein.
Gli stessi 300 secondi possono essere pochi e anche decisamente troppi.

Dolci ricordi di ieri sera:

  • Come mi siedo?
  • Scelgo di appiccicare il numero sulla gonna, sul decolte non era il caso.
  • Il dolce biologo venuto a vivere a firenze da due anni e sconvolto dalla chiusura dei fiorentini, il suo lavoro interessante, e la sua educazione.
  • il tipo rude che parla solo lui per tutto il tempo, della sua ex e del mutuo che deve ancora pagare per lei , e che è stato incazzato per 4 anni, e io penso che gli è rimasta quella faccia lì, e chissà cosa potrebbe volerci per fargli cambiare espressione.
  • I due ragazzi che non mi hanno mai guardato altro che le tette, 300 secondi con lo sguardo fisso, e non voglio sapere a cosa pensavano.
  • Il deejay di musica latino americana che mi fa ridere e mi fa pensare che è molto giovane e molto adulto insieme.
  • Il livornese in controtendenza che non parla e non chiede, e ha il superpotere di freddare ogni inizio conversazione solo con lo sguardo.
  • Il ragazzo con la camicia bianca che ha voluto farmi vedere un pettorale.
  • Il ragazzo che lavora in banca.
  • Lo psicologo con i ricci che si siede nel modo più elegante mai visto.
  • Quello che si era scritto il discorsetto, ed è disarmante.
  • Quello simpatico che gli è scattato il "CAMBIO!" sulle parole "sono disoccupato" e mi è sanguinato il cuore.
  • Il mandriano che urla "CAMBIO!" e io mi aspettavo un suono un tantino più elegante.
  • Il tipo che pensa solo a mia sorella, e per almeno 100 secondi mi parla del suo vestito rosso.
  • I molti laureati che ci tengono proprio a dirlo.
  • Le donne che sono un po' più grandi di età, e hanno anche un'aria seriosa, e io e mia sorella tutte civette ci stiamo come il cavolo a merenda.
  • Un numero sconvolgentemente alto di ragazzi ai quali puzza un po' il fiato.
  • Tutto assomiglia molto a una serata a al pub, quando i ragazzi si alternano al tuo tavolo, perchè casualmente tu e le tue amiche siete le più carine.
  • Il marpione dei marpioni, che non scriveresti sì neppure per avere molto molto in cambio.
  • La mia penna che rotola dietro il divanetto e non scrivo nè sì nè no a nessuno, ed è un po' da stronze.
  • Con mia sorella a ridere delle medesime impressioni.
  • Trovarci a prendere un gelato con due, e quando viene fuori che non sono single e ho fatto tanto per giocare, mi sono pure presa una mezza partaccia, e il ragazzo alla mia sinistra mi dice "Se veniva fuori che ero io ad essere impegnato vi incazzavate e mi davate dello stronzo"
    Quanto ha ragione.

30 giugno 2007

L'OMBELICO E' NUDO

Già da un po' accettiamo senza problemi le immagini di attrici e modelle ritoccate fino all'inverosimile.

Da tempo sono OUT :

  • la naturale cellulite della donna (ma sì... fingiamo che gli estrogeni non esistano)
  • le smagliature (ma sì... facciamo finta che non siamo cresciute, ignoriamo le naturali fratture della pelle che accompagnano la crescita)
  • i pori della pelle (che schifo! la pelle deve essere di plastica perfetta)
  • le normali proporzioni della donna (in ordine : pialla la pancia, tira su il sedere, restringi la vita, smagrisci le cosce, allunga il collo, svuota le guance, sfila la schiena ecc ecc)
  • i colori dei capelli, della pelle, degli occhi (per essere splendida splendente)

CI SEI!

hai la superfemmina, quella che sarà in grado di deprimere adolescenti in tutto il mondo, che guardandosi allo specchio si sentiranno piccine così, compreranno di più e disturberanno di meno.

Noi donne l'abbiamo accettato. Da Vanity Fair a Donna Moderna ce le guardiamo e diciamo "che belle. Ora mi metto a dieta."

Ma gli uomini?

Scandalo degli scandali è saltato fuori che vengono ritoccate anche le fotografie su Playboy.

La verità è venuta a galla nel modo più tenero. Per piallare una pancia hanno tolto l'ombelico e si sono dimenticati di reiserirlo. Dico tenero perchè mi pare una cosa dolce che i lettori non pensassero di guardare foto ritoccate, e tenero perchè gli editors di playboy si sono fatti scoprire proprio con le dita nella marmellata. Così da uomini questa storia.


Ma la cosa interessante è che i lettori si sono incazzati. Vorrebbero, di grazia, donne vere. La sega sulla donna ritoccata non viene bene. Fredda i bollori.

Ma tutto sommato mi trovo a dire, ormai

questa storia è rincuorante!


Related Posts with Thumbnails