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15 maggio 2007

SCRIVERE UN CURRICULUM, Szymborska Wislawa


Cos’è necessario?
E’ necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.


A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.


E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi

e ricordi incerti in date fisse.


Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.


Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
Viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.


Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.


Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.


Meglio il numero di scarpa, che non dove va.
Colui per cui ti scambiano.


Aggiungi una foto con l’orecchio scoperto.
E’ la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

6 maggio 2007

Marilyn
Lei è quello che vorrei saper dire.
La donna, la mujer, la femme, la fimmina.
E' tutto il piacere di essere donna, di essere bella. Tutto il dolore.
Constance Collier, la famosa insegnante di recitazione, che ebbe fra le sue allieve anche le due Hepburn (Katerin e Audrey), disse a chi le chiedeva come mai avesse accettato Marilyn, che lei era una bellissima bambina.
Una bellissima bambina che ha provato tutto, e che tutti hanno provato, che si sono divisi, che hanno chiamato e che poi hanno smesso di farlo. Hanno riso, hanno stretto, baciato. Hanno guardato, oddio quanto hanno guardato. Hanno preso quel che serviva e il resto l'hanno ignorato.
Hanno promesso quel che mancava e poi non sono stati capaci.
Cara Norma, Marilyn, che non c'è differenza per me, non aspettavi un cavaliere, un devoto, un re, un amante, un amico, non un uomo che lo sa bene lui come si fa, forse solo occhi abbastanza grandi da vederti, tutta quanta, piccola mia.


POESIE DI MARILYN MONROE (1926-1962)
Norma Jean

Di tanto in tanto
faccio delle rime
ma non prendetevela
con me.
All'inferno, so benissimo
che non si vende;
quel che voglio dire
è quel che ho in testa.
Dipingere i piatti
dipingere i desideri
con i pensieri
che volano via
prima che muoia
e pensare
con l'inchiostro.



Quel che ho dentro nessuno lo vede
ho pensieri bellissimi che pesano
come una lapide.
Vi supplico, fatemi parlare!


Sono orribile
ma datemi tempo
mi truccherò la faccia
ci metterò sopra
qualcosa di splendente
e sarò di nuovo
Marilyn Monroe.


Trentacinque anni vissuti con un corpo estraneo
trentacinque anni
con i capelli tinti
trentacinque anni
con un fantoccio.
Ma io non sono Marylin
io sono Norma Jean Baker
perché la mia anima
vi fa orrore
come gli occhi delle rane
sull'orlo dei fossi?



Non piangere bambola mia
ora ti prendo e ti cullo nel sonno...
Aiuto, aiuto,
aiuto, sento la vita avvicinarsi
mentre
tutto quello che voglio è morire.
(Morirei se potessi)



Come son belli
quegli uccelli che volano.
Perché li uccidono?
Un uccello non ha scampo
quando vola.
E' crudele uccidere chi
non ha scampo.



Il mio involucro invecchia
ma io devo ancora nascere.



5 maggio 2007




SAREMO BUDINI NELLA NEVE
(autrice sconosciuta)
Così così
mi hai detto
e non potevo trattenermi dal ridere quella volta

ma eravamo insieme

saremo budini nella neve

bignè sui tram
marmellate nei taxi

creme nell'eurostar
e cioccolate in aereo

dove sei adesso? Eh?!!?
dove sei a spalmarti a leccarti

a berti a inzuccherarti?
eh? dove sei??!

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