Cosa mi misi a scrivere al ritorno da Genova, il 22 luglio di 6 anni fa.
Eccomi,
e sembra poco.
Tornata da genova, da questi due giorni di guerriglia.
Da questi due giorni che non avrei mai immaginato e che non credevo possibili.
Sono collassata, ma l'adrenalina è ancora alta e ce la faccio ascrivere qualcosa.
Provo a raccontare quello che ho visto, vissuto e fotografato.
Sono partita il 19 sera, deciso sul momento con i miei genitori davvero dubbiosi se permettermi di andare, davvero preoccupati. A mio parere a sproposito.
Così mi trovo a dire "Babbo, mamma, se le cose si mettono male andrò dalla polizia!!"
"NO!!!" Hanno risposto in un coro perfetto.
Buffo perchè i miei hanno risposte opposte su tutto. Eccetto questa volta.
Avevo da Pistoia il treno alle 19:40 e ho iniziato a preparare le cose alle 18:45 , ho volato!
Sono uscita di casa con lo zaino e vestita esattamente com'ero, non troppo adeguata, ma non pensavo che avrei dovuto schivare per due giorni manganellate e gas lacrimogeni!
Il viaggio di andata e di ritorno sono stati speciali. All'andata sono passata per Padova, per incontrare gli amici veneti. In questo racconto tralascio tutto quello che c'è stato di bello da morire, con le persone che ho ritrovato e conosciuto. Però quelle persone le nomino,
Il piccolo collettivo casuale veneto,
il ferroviere bello e gentile che mi ha ascoltata, mai ha guardata, mi ha fatto salire sul treno giusto, e si è chinato a baciarmi sulla bocca come buon augurio,
il fotografo di Parma che mi ha regalato un panino,
il militare che ho trattato male per tutto il viggio, per la divisa e per le gomme che sapevano di cannella pizzicante, ma che poi quando ho perso la fermata per Padova mi ha pagato il taxi (100000 £ per 20 minuti di viaggio!!!!)
Il compleanno
tutte le persone che ho conosciuto a Genova
i tre ragazzi di Arezzo al ritorno fra cui Riccardo col quale sono montata sul treno sbagliato e ci siamo fermati a Riomaggiore, e ci siamo buttati nel mare a urlare e pulirci di tutto lo sporco di questi due giorni
la faccia di mia mamma quando sono scesa ... salva!! dal treno
Siamo arrivati la mattina in 7, iniziamo a camminare, abbiamo 22 anni e un aspetto molto tranquillizzante, ma ci hanno perquisito. Buffo come le tute nere fossero entrate a genova fornite di spranghe e oggetti anche voluminosi atti a distruggere qualunque cosa, no?
Ripartiamo verso Piazza Kennedy, centro di informazione ristoro ecc.., lasciamo gli zaini e cerchiamo qualche corteo. Vediamo piano piano che le strade iniziano ad essere chiuse dalla polizia, chiuse con le camionette, con delle grate di ferro e dagli stessi poliziotti, rigorosamente armati e fornite di scudo, molto mediavale no?
in seguiro i poliziotti saranno in tanti davvero
armati davvero
e si muoveranno avasca, seguendo velocissimi i gruppi di persone
dopo 1 ora dal nostro arrivo siamo chiusi dentro genova, e non possiamo più uscire, così che assomiglia a una trappola.
Iniziamo a sfilare
SIAMO PACIFICI
a un certo punto si introducono fra di noi persone vestite di nero, hanno anche bandiere nere e tamburi. la A di Anarchia dipinta addosso.
Iniziano a distruggere tutto, la mattina dopo passando per le strade di Genova avrò l'impressione che sia passato un tornado.
Si confondono fra i manifestanti, ma tendenzialmente rimangono a gruppi.
La polizia inizia a caricare, non esattamente a caricare, a spingere.
Non alzeranno le mani sulle tute nere (questo servizietto lo faranno solo a noi)
Altra cosa difficile da credere ma reale.
la polizia non carica le tute nere, sa dove sono (lo sa anche perchè giorno e notte sulle nostre teste passano elicotteri rumorosi e le tute nere si riconoscono bene)
sa cosa fanno (hanno distrutto una sede della bnl sotto i miei occhi, hanno postrato addirittura fuori i computers, hanno incendiato auto e cassonetti, distrutto vetrine di banche e saccheggiato supermercati...)
La polizia non ha alzato un dito, li ha spinti per tutta la città
di più, ce li ha spinti contro.
Sono partiti i lacrimogeni, per chi non ha idea di cosa sono, niente di male, prima di ieri neppure io avevo le idee molto chiare, i lacrimogeni ti fanno bruciare la pelle, la gola, gli occhi, sono irritanti al punto di essere dolorosi è l'unica cosa da fare è scappare.
Dall'apparizione delle tute nere è stata guerriglia e noi eravamo impreparati,
avevamo paura delle tute nere
ma soprattutto avevamo paura dei poliziotti che infatti ci hanno massacrato!
La sensazione mai provata di un pericolo reale,
siamo scappati fra lacrimogeni, vetri, idranti, manganelli
senza motivo.
le uniche cariche contro il Black Bloc che ho visto fare sono state quelle della sicurezza di Rifondazione .
Rifondazione che avrà sempre la mia gratitudine perchè ci ha protettofisicamente e mentalmente.
Prima nella piazzetta vicino alla fontana in piazzale kennedy e poi organizzando dopo quell'assurdo venerdì, un'assemblea dove c'erano Gad Lerner e bertinotti per spiegare cosa era successo, per chiarire, per non farci sentire soli!
Poi l'assedio al Carlini, hanno chiuso i ragazzi nello stadio. Chi usciva è stato picchiato.
Poi il ragazzo che è morto.
Un ragazzo di 20 anni ha sparato a un ragazzo di 23
Il gelo (rabbia, paura, incomprensione)
Alla sera siamo riusciti a riunirci
basta, sono a pezzi
chiudo con un'immagine
assemblea
l'elicottero vola in cerchio su di noi, non se ne va
iniziamo in coro a urlare "ASSASSINI" usando gesti delle mani secondo preferenza
il pugno di sinistra
o il gesto comunemente noto come "fottiti"

pare niente, ma urlare assassini dopo quella giornata, finalmente insieme e non a scappare come topi, è liberatorio
una giornata fra i vicoli sempre più chiusi e sempre più pieni di polizia
la motivazione della manifestazione non la ricordiamo neppure
guardia e ladri con la polizia
ma noi non abbiamo fatto niente.
Anche la divisa del bigliettaio sul treno mi ha fatto battere il cuore più forte ieri.
adesso basta,
dormo
dormo
dormo.